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L’irresistibile ascesa di Alessandro Alfano: fra promozioni e lauti guadagni spunta pure un bagno privato alle Poste

In quanti sognano un ruolo da dirigente alle Poste? Tra quelli che ci sono riusciti  figura Alessandro Alfano, fratello del più potente Angelino, che per adesso di mestiere fa il ministro dell’interno. Tra i suoi meriti si conta una laurea breve in economia, conseguita dopo appena 16 anni di università. Si è iscritto nel 1993 e ha conseguito giusto nel 2009 la laurea triennale con la votazione di 93/110. Oggi gestisce l’enorme patrimonio immobiliare che Poste possiede in Sicilia. Come ce l’ha fatta?

Si tratta, evidentemente, dell’ennesima farsa all’italiana nell’ambito dei criteri di reclutamento della classe dirigente.

E’ stata la trasmissione “Report”, ieri sera, a mandare in onda tutti i passaggi  dell’incredibile parabola di Alessando Alfano.

Il fratello del Ministro ha tentato in tutti modi di impedire che la Rai mandasse in onda il servizio. Ha perfino inviato una diffida al direttore di Rai 3 Daria Bignardi, all’autore del programma Milena Gabanelli e al produttore esecutivo di Report Paola Bisogni affinché bloccassero tutto. “Quella annunciata – ha tuonato il fratello del ministro dell’Interno – non è una mia intervista, ma dichiarazioni che sono state registrate da un soggetto che non si è in alcun modo qualificato come giornalista e riprese da una telecamera inizialmente occultata. Metodologia che sicuramente non risponde ai canoni professionali del giornalista e, ancor più grave in questo caso, del servizio pubblico”.

Con buona pace degli Alfano’s, però, il servizio è andato in onda lo stesso. Al centro dell’inchiesta il ruolo di Alessandro Alfano come dirigente delle Poste in Sicilia, su cui anche la Corte dei Conti sta indagando. La magistratura contabile sta, infatti, passando al vaglio tutto il “percorso” di promozioni e ritocchini vari che hanno portato Alfano jr a guadagnare 200mila euro l’anno. Gli inquirenti, infatti, hanno intenzione di vederci chiaro e assicurarsi che non c’è stato alcun illecito contabile.

Una mossa infelice, forse un autogol.

Con la diffida a Report, Alessandro Alfano non ha fatto altro che alimentare un nuovo polverone. “Le mie dichiarazioni sono state ottenute contro la mia volontà e non sono accompagnate dal alcuna mia dichiarazione liberatoria – ha dichiarato il fratello del ministro – qualora mi fosse stata richiesta un’intervista l’avrei senz’altro rifiutata in pieno ossequio alle direttive aziendali che regolano la comunicazione esterna dei dirigenti di Poste Italiane. Solo il rispetto di questi obblighi, quindi, mi impedisce di entrare nel merito, in questa sede, delle infamanti e non veritiere accuse che mi vengono mosse”.

alfano-alessandroIl servizio, tuttavia, ha ricostruito puntualmente tutta la trafila di aumenti dal 2013, anno in cui Alfano jr viene assunto a Postecome, società controllata al 100% da Poste Italiane, con uno stipendio da 160mila euro l’anno. Nel giro di pochi mesi, però, viene trasferito a Poste Tributi, un’altra società del gruppo, e lo stipendio lievita di botto a 180mila euro. Lo scorso maggio, quindi, un altro trasferimento (questa volta a Poste) spinge il suo compenso sino ai 200mila euro. Secondo il Fatto Quotidiano, sarebbe stato “proprio Francesco Caio, l’uomo scelto da Matteo Renzi per risanare le Poste, a vistare per l’occasione l’ennesimo aumento”. Dopo il servizio di ieri, Alessandro Alfano è pronto a trascinare la Gabanelli in tribunale. “Compito del servizio pubblico nazionale – ha ricordato – è quello di informare, non creare tesi diffamatorie”. E proprio alle Poste, Alfano avrebbe fatto installare un bagno chimico privato pagato 5900 euro.

Clicca qui per rivedere il servizio di Report

Redazione

 

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