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Corruzione: Cantone, si bloccano le grandi opere per paura

    Roma, 13 nov. – «Per le grandi opere si sta verificando un problema sempre più evidente. Lo spettro della corruzione viene utilizzato per giustificare il non fare”, dice il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, in una intervista al Corriere della Sera.

     “È quanto avvenuto con le Olimpiadi del 2024 – spiega Cantone – e che sta accadendo con i lavori del Terzo Valico. Troppo facile dire ‘non facciamo le opere’ per evitare la corruzione. Mi domando se possiamo bloccare tutto avendo un disperato bisogno di infrastrutture, come in certe città”. E chiarisce: “Roma è sicuramente un esempio. Ci possiamo permettere di fermare la Metro C perché c’è il rischio della corruzione?”

     Sottolinea: “Ben venga una sospensione per una rivalutazione dell’aspetto economico”, prosegue sottolineando che “il problema è impedire le grandi abbuffate”. L’eticità del nostro sistema imprenditoriale è, secondo il presidente dell’Anticorruzione, “un altro grosso problema. Alcune imprese la scoprono soltanto dopo che sono scoppiati gli scandali. Perché chi lavora all’estero rispettando certi standard etici, qui non lo fa? ”Così fan tutti”, è la giustificazione. Per entrare in un mercato corrotto bisogna piegarsi alla stessa logica. Ma così non ne usciamo mai!”.

Il nuovo codice degli appalti, prosegue Cantone, “contiene alcune buone intenzioni che però rischiano di restare sulla carta. Già oggi alcuni scontenti minacciano di provocare un passo indietro. Si è avuto poco coraggio sull’abolizione del contraente generale, per cui oggi molte amministrazioni stanno provando a farlo resuscitare in modo improprio, per i lavori ordinari. E poi la grande novità secondo cui le gare si possono affidare solo sulla base di progetti esecutivi è oggetto di pesantissime critiche. Così stanno provando a farlo saltare, per tornare ai famigerati appalti integrati”.

     La nostra classe dirigente “non è tutta da buttar via, ma spesso si è formata non con il merito. Soprattutto è mancato un miglioramento culturale. Di nuovo pretendiamo di fare una riforma a costo zero”.

     (Per/AdnKronos)

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