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Corte di Cassazione: l’infermiere è un professionista sanitario

Con la sentenza n.5 del 2018 la Corte di Cassazione si è espressa in merito al ruolo dell’infermiere e al rapporto che intercorre con il medico. Secondo la Suprema Corte la figura dell’infermiere non è più considerabile solo come l’ausiliare del medico, ma è, oggi, un professionista sanitario con un ruolo significativo per la salute dei pazienti che deve assistere. Entriamo nel dettaglio per comprendere meglio il caso oggetto di studio della Cassazione.

Ruolo dell’infermiere: il caso

S.G., infermiere di una struttura sanitaria del Lazio, propone ricorso contro la sentenza n. 5134/16 del 20/05/2016 della Corte di Appello di Roma per vizi motivazionali. Il caso oggetto di analisi vedeva imputati un medico e due infermieri per la morte di un paziente. S.G era stato dichiarato responsabile dal Tribunale romano per non aver chiamato il medico di guardia per avvisare che le condizioni post operatorie del paziente erano critiche. La Corte d’Appello non aveva proceduto all’analisi del caso in quanto il delitto era stato prescritto.

La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso è inammissibile argomentando il tutto.

Il ruolo dell’infermiere secondo la Corte

La sentenza della Corte pone l’accento sulla responsabilità dell’infermiere sostenendo che è “un soggetto che svolge un compito cautelare essenziale nella salvaguardia della salute dei pazienti, essendo onerato di vigilare sul decorso post-operatorio, proprio ai fini di consentire, nel caso, l’intervento del medico, che va oggi considerato non più “ausiliario del medico”, ma “professionista sanitario”.” La Corte, infatti, sottolinea il ruolo non secondario dell’infermiere che, anzi, deve collaborare con il medico per vigilare sulla salute dei pazienti di cui si deve occupare. L’infermiere non è solo un ausiliario, ma un vero e proprio professionista sanitario in grado di comprendere nel caso in cui sia indispensabile un supporto medico e agire di conseguenza. Nel caso analizzato gli infermieri avrebbero dovuto immediatamente chiamare il medico di guardia per valutare il caso. Questa omissione ha influito sulla morte del paziente.

Maria Rita Corda

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