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Cosmetici realmente cruelty free nell’UE? La CGUE si pronuncia sul divieto di sperimentazione animale.

Qualche tempo fa, due topini di un celebre cartoon (“Il Mignolo col Prof”) evadevano “tutte le sere” dalla loro prigionia in laboratorio, cimentandosi nella paradossale impresa di “conquistare il mondo”, ma puntualmente fallivano, tornando al loro status di ‘cavie’.

La pronuncia dello scorso 21 settembre, n.C-592/14 della Corte di Giustizia dell’UE secondo cui: “può essere vietata l’immissione sul mercato dell’Unione europea di prodotti cosmetici, alcuni ingredienti dei quali siano stati oggetto di sperimentazioni animali al di fuori dell’Unione, al fine di consentire la commercializzazione di prodotti cosmetici in paesi terzi, se i dati che ne risultano sono utilizzati per dimostrare la sicurezza dei suddetti prodotti ai fini della loro immissione sul mercato dell’Unione”, ampliando lo spettro del divieto introdotto nel 2009, non permette – certo – la realizzazione di quello strampalato piano di conquista, ma rappresenta un notevole passo in avanti nel percorso volto al riconoscimento ed alla tutela dei “diritti degli animali”.

L’introduzione del divieto. Il Regolmento (CE) n.1223/2009 (c.d. “regolamento cosmetici”), riformato nel 2013 e rifusione dell’originaria direttiva 76/768/CEE, ha stabilito alcune condizioni per la commercializzazione dei prodotti e dei cosmetici nell’ambito dell’Unione, inserendo all’articolo 18, il “divieto di commercializzazione di cosmetici contenenti ingredienti testati su animali” e rispettive sanzioni la cui determinazione è rilasciata alla discrezionalità dei singoli stati.

Con tale disposizione, l’Unione ha riconosciuto il “benessere degli animali” quale valore meritevole di tutela. Sono sorti, nel tempo, dubbi interpretativi circa l’estensione del divieto sia per quanto attiene agli aspetti pratici della commercializzazione, che per quanto riguarda la ponderazione del valore con l’altro, importante, della salute umana.

La recente pronuncia della CGUE, attraverso una analisi ermeneutica della portata del valore tutelato dal regolamento, interviene ridefinendo – o per meglio dire, dilatando – la portata del divieto.

La pronuncia. Il caso trae origine dal ricorso dell’ European Federtion for Cosmetic Ingredients (EFfCI), associazione di categoria  che rappresenta i fabbricanti di ingredienti impiegati nei prodotti cosmetici all’interno dell’UE. Tre componenti dell’EFfCI hanno svolto, fuori dai confini dell’Unione, sperimentazioni animali di alcuni prodotti cosmetici da immettere sul mercato asiatico. L’associazione ha per tale avviato il procedimento giurisdizionale affinché fosse determinato se, importare quegli stessi prodotti sul mercato europeo, potesse costituire una violazione dell’articolo 18 del regolamento cosmetici e conseguente addebito delle sanzioni penali previste nel Regno Unito.

Nella sua dettagliata analisi del caso, la Corte ha tenuto conto della finalità della sperimentazione operata dai componenti dell’EFfCI, ovvero “dimostrare la sicurezza per la salute umana di determinati ingredienti impiegati in cosmetici”. Nel farlo, ha però ricordato la ratio del divieto: promuovere metodi alternativi alla sperimentazione animale (considerando 34 della pronuncia), comunque ponderando tale attività col fine ultimo di creare un mercato interno dei prodotti cosmetici garantendo un elevato livello di tutela della salute umana.

La Corte ha così sostenuto che l’ingresso del prodotto nel mercato dell’Unione è subordinato al se alcuni suoi ingredienti siano stati sperimentati su animali “non determinandosi, ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 1223/2009 alcuna distinzione in base al luogo in cui è stata effettuata la sperimentazione animale in questione”.

Diverse associazioni per la tutela dei diritti degli animali, da LAV (Lega Anti Vivisezione), all’ENPA, passando per il gruppo Animalisti Italiani Onlus, si sono dette soddisfatte per questa pronuncia che rappresenta un passo in avanti nel cammino comunitario di progresso e civilizzazione sul tema, ormai avviato da anni.

Intanto, proprio oggi a Roma, il Presidente del Senato Piero Grasso ha presenziato all’apertura del Festival#Animali, che durerà fino al 27 ottobre alla Factory del Macro ed offrirà una serie di mostre ed eventi basati sul tema della protezione degli animali, nonché riconoscimento e tutela dei loro diritti.

Francesco Donnici

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