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Crisi familiare e figli in difficoltà: dovrà risarcire i danni il genitore che ostacola il figlio nel costruire il rapporto con il genitore non collocatario

Il Tribunale di Roma, nella recentissima pronuncia n. 18799/2016, si scaglia contro il comportamento dell’ex coniuge che scredita, agli occhi del figlio “difficile”, il genitore non collocatario, inducendolo ad interromperne i rapporti.
La sentenza in esame ha toccato diversi punti delle dinamiche che generalmente vengono sviscerate nell’ambito dei giudizi inerenti alla crisi familiare.
In primo luogo, si rileva come l’elevata conflittualità della coppia genitoriale, certamente acuitasi dopo la separazione, quale condizione spesso fisiologica dei coniugi in costanza di un procedimento di modifica del loro status coniugale, non giustifica un affido esclusivo dei figli, che appare contrario al loro interesse.
Viene evidenziato che non è, infatti, emersa nel corso dell’istruttoria alcuna inidoneità parentale dell’ex coniuge nei confronti dei figli, avendo anzi gli stessi manifestato, mediante l’audizione effettuata dal G.I., un radicato attaccamento al padre ed una profonda complicità , in linea con le conclusioni esplicitate dal CTU in seno alla valutazione psicologica del nucleo familiare effettuata nel giudizio di modifica delle condizioni di separazione.
E’, tuttavia, emerso un profondo disagio nei confronti della figura paterna dall’ascolto di uno dei tre figli, riflesso di un più profondo quadro di instabilità psichica dello stesso e correlato ad una sua parziale disabilità fisica a causa di un’anomalia genetica.
Tale condizione veniva, difatti, posta dall’adolescente in relazione al mitizzato ruolo del padre, ex atleta, proiettando il suo sentirsi diverso nel rifiuto paterno.

La responsabilità genitoriale ed il superamento dell’alienazione del genitore non collocatario

In tale delicato contesto si inserisce il ruolo della madre, additata di essere responsabile per non aver posto in essere alcun comportamento propositivo finalizzato ad un riavvicinamento del figlio “difficile” al padre, al fine di una crescita equilibrata del minore già in precario equilibrio per via della patologia che lo affligge dalla nascita.

Ma vi è di più.

Il Tribunale di Roma ha focalizzato l’attenzione sulla condotta della madre con caratteristiche screditanti nei confronti del marito, ai danni del principio di bigenitorialità sul quale si fonda l’affido condiviso. Ebbene, in virtù degli atteggiamenti sminuenti e denigratori ai danni della figura paterna, tali da avere indotto il figlio a non rispettare il calendario di incontri con il padre, il Tribunale ha ritenuto doverosa l’applicazione del meccanismo sanzionatorio previsto dall’art. 709 –ter c.p.c., in favore del genitore “alienato”.

E’ scattata così la sanzione dell’ammonimento e del risarcimento del danno a carico della madre del minore – pari ad € 30.000,00 – in favore dell’ex coniuge, allontanato dal figlio psicologicamente fragile e, dunque, facilmente manipolabile.

 Virginia Dentici

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