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Cybersecurity: Eset, 15% router domestici non protetti a sufficienza

Password deboli e nome utente standard tra criticità

Roma, 3 nov. (AdnKronos) – Il 15% dei router domestici utilizzano password deboli e nella maggior parte dei casi il classico ‘admin’ come nome utente, mentre il 7% dei router presenta delle vulnerabilità
software di alta o media gravità. Questi i dati rilasciati da Eset, che ha analizzato un campione di più di 12.000 router negli ultimi 6 mesi. La maggiore criticità software scoperta, più del 50%, è legata a problemi sugli errati diritti di accesso, mentre la seconda più frequente (40%) è relativa all’immissione non autorizzata di comandi.

L’immissione di comandi consente di effettuare operazioni non autorizzate sul sistema operativo ospite, attraverso un’applicazione vulnerabile, di solito quando il sistema di validazione è inadeguato. Circa il 10% di tutte le criticità software trovate dagli esperti di Eset sono invece cross-site scripting (XSS), ovvero quelle che permettono ai cybercriminali di modificare la configurazione del router per consentire l’esecuzione di script lato client.

“I risultati raccolti mostrano chiaramente che i router sono facilmente attaccabili sfruttando una delle frequenti vulnerabilità riscontrate. Ciò li rende un tallone di Achille per tutta la sicurezza Internet dell’ambiente domestico come anche per quella delle piccole aziende”, si legge nel report dell’azienda specializzata in sicurezza
informatica.

(Mat/AdnKronos)

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