Shopping Cart

Davigo al Congresso di MD: i magistrati che fanno politica sono cattivi politici

Bologna, 5 novembre – «In genere i magistrati che fanno politica sono prima di tutto dei cattivi politici, poi ce ne è qualcuno bravissimo, ma di media non lo sanno fare». Lo dice il presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, nel suo intervento, a Bologna, al congresso di Magistratura democratica. «Di Pietro – racconta – una volta mi ha detto di come si fosse pentito delle scelte effettuate. Mi ha detto: “Come magistrato tu dai ordini che in un modo o in un altro vengono eseguiti; come politico devi convincere e non ci riesci quasi mai”. Questa è la specifica nostra ed è per questo che non dovremmo fare politica perché ognuno deve fare le cose che fare e non si deve a mettere a fare le cose che non sa fare».

     Davigo cita anche le parole del giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia. “Parlando di magistrati che si dedicavano ad altre attività e alla carriera politica – racconta Davigo – ha detto: “Se qualcuno pensa davvero che sia più nobile fare il parlamentare rispetto a fare il magistrato faccia pure, ma almeno non torni indietro’. Io penso che sia meglio che non vada neanche avanti ma non perché pensi che ci sia qualcosa di sporco nella politica. Io ho conosciuto politici di adamantina onestà, ma anche mascalzoni della peggior specie».

«Il problema – spiega Davigo – è che ci sono due modi di ricoprire incarichi pubblici: il criterio di competenza e quello di rappresentanza. Noi scegliamo con il criterio di rappresentanza il sindaco che governa le nostre città e scegliamo, o perlomeno dovremmo sceglierlo, col criterio di competenza il primario di chirurgia che opera a cuore aperto. Dal punto di vista teorico nulla vieta di fare il concorso a sindaco e di eleggere il primario. Il problema è se il paziente accetta di farsi operare da un primario eletto anziché scelto per competenza».

     Noi magistrati «siamo scelti per competenza e, a differenza di tutte le altre persone scelte per competenza, abbiamo le guarentigie per poter prescindere da ciò che pensa la maggioranza del momento dalle nostre decisioni. Potete mai credere che uno dopo anni, magari decenni in cui ha operato con criterio di competenza, al riparo grazie alle guarentigie, possa agire da un giorno all’altro con criterio di rappresentanza? Ci sono i geni universali come Leonardo Da Vinci» che possono farlo «ma ce ne sono pochi», conclude Davigo.

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner