Shopping Cart

Il debitore ha un credito verso il Comune? Si può procedere al pignoramento presso terzo

Quali sono le garanzie rispetto alle situazioni creditorie vantate dal proprio debiore verso un ente pubblico?

Il caso è quello di un’impresa privata  che ha un credito verso un’altra azienda privata la quale debitrice a sua volta vanta un credito nei confronti di un ente pubblico. Può il creditore privato agire nei confronti dell’ente pubblico con la procedura di pignoramento presso terzo per farsi assegnare la somma che tale ente doveva corrispondere all’impresa privata debitrice?

Sulla questione si è pronunciato il TAR di Bologna con la sentenza n. 880 del 26 ottobre 2016.

Nel caso concreto, il Comune di Ferrara era debitore nei confronti di un’impresa privata di costruzioni per lavori da questa eseguiti e non interamente pagati dall’ente pubblico. A sua volta, l’impresa di costruzioni era debitrice dell’azienda che aveva avviato la procedura esecutiva di pignoramento presso terzi per il recupero del suo credito, chiedendo direttamente in suo favore, a soddisfacimento del suo diritto, l’assegnazione delle somme che il Comune doveva corrispondere alla sua debitrice.

Una volta emessa dal giudice dell’esecuzione l’ordinanza di assegnazione somme, il creditore agiva per l’ottemperanza di tale provvedimento, al fine di ottenerne l’esecuzione.

Il TAR Bologna, con la sentenza in questione, ha confermato l’assoggettabilità a pignoramento presso terzo delle somme di cui il Comune, o in generale l’ente pubblico, è debitore verso il privato a sua volta debitore del creditore procedente.

Quindi è possibile che la pubblica amministrazione, in veste di terzo pignorato, sia destinataria dell’accertamento di un proprio debito come esistente e di un trasferimento di esso da un creditore privato ad altro creditore privato, con conseguente obbligo di adeguarsi al provvedimento del giudice civile. In caso di inerzia rispetto all’ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell’esecuzione, il creditore potrà reagire instaurando giudizio di ottemperanza volto ad ottenere l’esecuzione del provvedimento e il pagamento delle somme dovute.

Il giudice amministrativo investito del giudizio, preso atto della forza di titolo esecutivo di cui è dotata l’ordinanza di assegnazione, dovrà accertare l’esistenza di un comportamento dell’amministrazione omissivo o elusivo del contenuto del provvedimento e, conseguentemente,  con l’esercizio di poteri esecutivi, dovrà provvedere all’attuazione di esso, attraverso l’adozione delle eventuali misure sostitutive.

Tuttavia, nel caso concreto, il TAR ha rigettato il ricorso in quanto l’ordinanza di assegnazione prevedeva che il Comune-terzo pignorato richiesto del pagamento potesse sempre eccepire l’esistenza della condizione sospensiva ex art. 118 comma 3 del Codice dei contratti pubblici, in caso di mancato avveramento di tale condizione pure a seguito dell’assegnazione. Dunque, poiché al Comune non erano state trasmesse le fatture quietanzate dei subappaltatori coinvolti nei lavori, il mancato avveramento della condizione sospensiva in parola, richiamata dall’ordinanza di assegnazione, impediva la possibilità di ottenere la pronuncia in sede di ottemperanza.

Martina Scarabotta

Ultimi articoli

Agi Sicilia “Una panoramica sulle novità del diritto del lavoro”
Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner