Shopping Cart

Il difensore malato non ha l’obbligo di farsi sostituire

Il difensore che non può partecipare all’udienza per ragioni di salute non ha l’obbligo di nominare un sostituto nè di indicare le ragioni per le quali non lo fa. L’impedimento per ragioni di salute, che consente di rinviare l’udienza, vale anche nel giudizio camerale di appello(Cass. 41432/2016).

Difensore malato non ha obbligo di farsi sostituire, il caso

Nel caso di recente affrontato dalla Cassazione, il difensore di fiducia non era intervenuto all’udienza, deducendo un legittimo impedimento dovuto ad una grave malattia. L’istanza di rinvio, poiché non accompagnata dalla nomina o dall’indicazione dei motivi della mancata nomina di un sostituto processuale, considerato un onere dall’organo giudicante, era stata rigettata.

La Cassazione precisa che occorre esaminare in primo luogo “se, ai fini del rinvio dell’udienza, il difensore abbia l’onere di nominare un sostituto quando l’assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, prontamente comunicato al giudice e documentato, derivi da serie ragioni di salute o da altre cause di forza maggiore”.

In secondo luogo occorre valutare “se il suddetto principio di diritto si applichi anche nel giudizio camerale di appello ale di appello di cui all’art. 599, comma 1, cod. proc. pen.”

Difensore malato non ha l’obbligo di farsi sostituire, le ragioni della decisione

Le Sezioni unite si soffermano su due questioni su cui quali la giurisprudenza ad oggi si è sempre divisa.

A) Il primo quesito riguarda l’obbligo di nominare un sostituto per l’avvocato impossibilitato a partecipare all’udienza perché malato o per altro evento non prevedibile.

La giurisprudenza prevalente, in tema di impedimento a comparire del difensore afferma che l’onere di nominare un sostituto processuale o di indicare le ragioni dell’omessa nomina, ricade sul difensore solo nel caso in cui quest’ultimo deduca un impedimento dovuto a concomitanza con altro impegno professionale, non sussistendo invece quando l’impedimento, non prevedibile e non evitabile, sia costituito da serie ragioni di salute, che siano state comunicate all’organo giudicante e debitamente documentate.

Solo di recente si è affermato che l’obbligo di nominare un sostituto ex art. 102 cod. proc. pen. sussiste anche quando l’impedimento dedotto sia costituito da serie ragioni di salute dello stesso difensore così assimilando l’impedimento per concomitante impegno professionale a quello per malattia ed estendendo la disciplina del primo al secondo.

Le Sezioni Unite scelgono il primo orientamento, sostenendo che l’effettività della difesa non può essere ridotta ad una mera formale presenza di un tecnico del diritto che, per mancanza di significativi rapporti con le parti o per il ridotto tempo a disposizione, non sia in grado di gestire adeguatamente l’udienza.

Nel vigente codice di rito è prevista la partecipazione dell’accusa e della difesa, su un piano di parità e in ogni stato e grado del giudizio, al fine di garantire un “processo di parti”.

L’intervento del difensore costituisce un’attività di “partecipazione” e non di mera “assistenza”, essendo questi impegnato nella ricerca, individuazione, proposizione e valutazione di tutti gli elementi probatori della fattispecie legale.

Non può dunque essere esteso anche al caso della malattia non prevedibile l’obbligo di nominare un sostituto, che deve restare limitato all’ipotesi dei due impegni professionali coincidenti. Per ottenere il rinvio dell’udienza il difensore ammalato, o impossibilitato a comparire per un imprevisto, deve provare la sussistenza dell’impedimento, indicandone la patologia e i profili ostativi alla personale comparizione.

L’impedimento deve essere giustificato da circostanze improvvise e imprevedibili, tali da impedire anche la tempestiva nomina di un sostituto che possa essere sufficientemente edotto circa la vicenda in questione.  Pertanto, il difensore impedito a causa di serie ragioni di salute o da altro evento non prevedibile o evitabile non ha l’onere di designare un sostituto processuale o indicare le ragioni dell’omessa nomina.

B) Il secondo quesito riguarda l’estensibilità o meno del principio sul legittimo impedimento del difensore per imprevedibili motivi di salute, anche ai procedimenti camerali di appello, conseguenti al processo di primo grado, compresi quelli per cui la presenza del difensore è prevista come necessaria.
Il Supremo collegio sottolinea che la Corte europea dei diritti umani ha più volte affermato la necessità di assicurare all’imputato, nell’ottica delineata dall’art. 6 CEDU, un processo equo e di garantire il diritto di difesa in ogni stato e grado del giudizio, indipendentemente dal modulo procedimentale e dalla fase processuale, e, in particolare, nella fase del giudizio, in cui si discute della fondatezza dell’imputazione.  Pertanto, ciò vale anche nel giudizio abbreviato nel quale si attribuisce al giudice, sia in primo grado che in appello, la piena cognizione del merito dell’accusa, con conseguente necessità di esaminare approfonditamente, sottoponendole ad adeguato vaglio dialettico, nel contraddittorio tra le parti, le risultanze acquisite. Diversamente, sarebbe palese la contraddizione con la disciplina prevista per l’udienza preliminare, la quale, pur avendo natura camerale, è garantita con la partecipazione necessaria del difensore.

Per essere in linea con la Costituzione e con la Cedu la disciplina del legittimo impedimento, già prevista per l’udienza preliminare, va dunque estesa anche al procedimento camerale.

Difensore malato non ha l’obbligo di farsi sostituire, i riferimenti normativi

I parametri normativi su cui la Suprema Corte ha basato la sua decisione sono i seguenti:

  1. Art.24 Cost: Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
  2. Art.111 Cost: La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale. La legge assicura che la persona accusata di un reato disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa.
  3. Art.6 CEDU: Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti.

Teresa Cosentino

Ultimi articoli

Agi Sicilia “Una panoramica sulle novità del diritto del lavoro”
Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner