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Difetto di giurisdizione, non denunciabile in appello

Difetto di giurisdizione, non denunciabile

Non è denunciabile in appello, il difetto di giurisdizione non rilevato in primo grado dal soccombente nel merito.

Si è sono espresse a tal proposito le Sezioni Unite con sentenza 21260/2016 ( vd allegato), aderendo alle tesi del Consiglio di Stato e tenendo conto del nuovo codice del processo amministrativo.

L’attore soccombente nel merito non è legittimato a sollevare appello per difetto di giurisdizione del giudice da lui stesso scelto.

Difetto di giurisdizione, il caso

difetto di giurisdizione
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I fatti della causa riguardano l’impugnazione al Tribunale regionale di giustizia amministrativa per il Trentino Alto Adige.

La causa prevedeva la richiesta di annullamento da parte di Laboratori Isarco e A. Sabin s.r.l., della deliberazione della giunta provinciale di Bolzano, in merito all’interruzione dei rapporti di lavoro privato per conto e a carico del Servizio sanitario provinciale.

Inoltre si chiedeva l’annullamento della nota del direttore generale dell’Azienda sanitaria della Provincia di Bolzano, in merito alla mancata proroga degli accordi per prestazioni ambulatoriali con le strutture private convenzionate.

Il Tribunale regionale che aveva dato corso all’azione legale, ha respinto il ricorso, analizzando in concreto la questione.

A fronte della decisione del giudice di primo grado, i ricorrenti hanno proposto ricorso in appello.

Il giudice amministrativo, che ha dato luogo all’azione legale, è stato considerato non competente dalle stesse parti che hanno sollevato l’accusa.

Queste, infatti, hanno denunciato la violazione dell’art. 360, n. 1, del codice di procedura civile, per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

La decisione del giudice è stata giudicata dai ricorrenti non conforme e viziata da difetto di giurisdizione.

Essa è stata considerata non coerente con l’applicabilità dell’art. 48 della Legge n. 833 del 1978 che regola l’uniformità del trattamento economico e normativo del personale sanitario a rapporto convenzionale e per cui la competenza sarebbe dovuta ricadere su un giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.

Difetto di giurisdizione, ricorso respinto

difetto di giurisdizione
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Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso per tre ordini di motivi:

·       la contestazione della giurisdizione da parte dello stesso soggetto che ha scelto quella determinata giurisdizione integra abuso del processo;

·       arreca un irragionevole sacrificio alla controparte costretta a difendersi davanti al nuovo giudice;

·       detto sacrificio non trova adeguata giustificazione nell’interesse della parte;

I ricorrenti si sono difesi, sostenendo di non aver abusato del processo e di aver impugnato l’atto davanti al giudice amministrativo “per non creare preclusioni” e di aver anzitempo chiesto al giudice di verificare la sua competenza.

A giudizio dei ricorrenti, il giudice avrebbe dovuto rilevare d’ufficio il proprio difetto di giurisdizione.

Difetto di giurisdizione, quando può essere sollevato

La questione di giurisdizione può essere sollevata, ma solo tempestivamente da una delle parti.

Può anche essere sollevata, con ricorso alla Corte di Cassazione, da parte di chi, dopo aver sostenuto la giurisdizione del giudice, abbia sollevato tempestivamente la questione di giurisdizione dinanzi al Consiglio di Stato.

Secondo l’ordinamento delle Sezioni Unite la condotta altalenante del soccombente nel merito non può produrre effetti volti a impedire l’impugnazione per motivi di giurisdizione.

Inoltre, secondo l’art. 38 del Codice di Procedura Civile, il difetto di giurisdizione può essere sollevato anche alla scadenza del termine, ma prima che la causa sia decisa nel merito in primo grado.

In altre parole, la sentenza può essere impugnata anche d’ufficio, da parte del giudice, prima che sia stato espresso il giudicato esplicito o implicito.

Di contro, l’impugnazione non può trovare accoglimento.

Difetto di giurisdizione, la giurisprudenza

difetto di giurisdizione
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Il ricorrente non può appellare mettendo in discussione la giurisdizione, in questo caso del Tar, da lui stesso scelto, al fine di ribaltare l’esito negativo della sentenza.

A tal fine, la giurisprudenza afferma che, scegliere un giudice e poi sollevare appello per difetto di giurisdizione nei confronti dello stesso giudice, a causa dell’esito negativo della sentenza, integra abuso del processo.

Le Sezioni Unite, hanno rilevato l’idea che, l’attore soccombente nel merito, abbia contestato la giurisdizione da lui stessa scelta, per diminuire la propria soccombenza proponendo la domanda ad altro giudice di diversa giurisdizione

Bisogna chiarire che è il regolamento preventivo a fornire, in presenza di ragionevoli dubbi, la possibilità di rivolgersi a un giudice di altro plesso giurisdizionale.

Questo al fine di evitare modifiche processuali che ritardino la definizione della causa e non diano voce al principio della ragionevole durata del processo.

L’appello per difetto di giurisdizione, invece, è proibito se la causa è stata già decisa nel merito.

Va ricordato il principio di diritto secondo cui “l’attore che abbia incardinato la causa dinanzi ad un giudice e che sia rimasto soccombente nel merito non è legittimato a interporre appello contro la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto”.

(http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/21260_10_2016.pdf)

Sabrina Arnesano

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