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Diffamazione, Melania Trump denuncia il Daily Mail e chiede 150 milioni di dollari

Trump denuncia il Daily Mail per diffamazione

Melania Trump denuncia per diffamazione il famoso tabloid inglese, secondo il quale l’ex modella slovena, negli anni ‘90, avrebbe lavorato in un’agenzia di modelle come escortIl Daily Mail dovrà così rispondere della richiesta di risarcimento per la cifra di 150 milioni di dollari.

La signora Trump è rappresentata dallo studio legale Harder Mirrell & Abrams, che in passato si è occupato della difesa del wrestler Hulk Hogan nei confronti del sito scandalistico Gawker, mandato poi in bancarotta. Harder ha dichiarato al Guardian: « la signora Trump ha notificato a vari media, tra i quali il Daily Mail, azioni legali per aver fatto dichiarazioni false e diffamatorie riguardanti la sua presunta attività di “escort” negli anni ’90. Tutte queste affermazioni sono al 100% false, costituiscono un grave danno per la sua reputazione la feriscono personalmente ».

La causa non solo riguarda la Mail Media Inc. – società che pubblica il Mail Online – ma anche personalmente il blogger Webster Griffin Tarpley. Questi avrebbe infatti reso noti alcuni aspetti relativi alle condizioni psichiche di Melania Trump, che – a sua detta – avrebbe sofferto di crisi di nervi. Tarpley ha prontamente replicato, certo che « la signora Trump non potrà dimostrare in alcun modo che le accuse contro di lei siano diffamatorie », aggiungendo che Trump vorrebbe sfruttare l’accaduto per contrastare la stampa con leggi liberticide.

In più, facendo leva su inchieste sollevate da altri quotidiani americani, il tabloid britannico, già noto per le posizioni conservatrici e anti-immigrazioniste, si è spinto a sostenere le accuse secondo le quali Melania Knauss (ndr. cognome da nubile) sarebbe rimasta irregolarmente negli Stati Uniti, prima della data dichiarata ufficialmente.

Melania e Donald Trump
Melania e Donald Trump

La rettifica del Daily Mail

Non è tardata la rettifica del tabloid, avvenuta tramite rimozione della notizia online e precisazione sul cartaceo. La redazione ha affermato di “non aver voluto suggerire che tali accuse fossero vere e di rammaricarsi per l’interpretazione che ne è stata data”.

Certo non si può non tenere in considerazione la provenienza delle due fonti da cui è stata ricavata la notizia: un libro acquistabile online relativo all’agenzia di moda milanese, gestita da Paolo Zampilli, in cui Melania lavorava e l’articolo di un magazine sloveno che definiva la suddetta agenzia un “gentlemen’s club” in cui le modelle fungevano più da “accompagnatrici”.

Nemmeno passa in second’ordine il fatto che, secondo il Financial Times, la versione online del Daily Mail si è qualificata nel 2014 come la più visitata dagli utenti anglofoni. Considerato che Melania potrebbe diventare la futura first lady americana, è comprensibile il perché – nonostante la ritrattazione e le scuse – l’avvocato della signora Trump abbia dichiarato che procederanno ugualmente in giudizio.

Luigi Coccimiglio

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