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Il diritto di visita dei nonni sui nipoti e la crisi familiare, un severo decreto del Tribunale dei minorenni di Venezia

Non del tutto definito appare il confine dei diritti dei nonni sui nipoti nell’ambito della fase di separazione dei figli.
In particolare, il problema si pone quando uno degli ex coniugi adotta dei comportamenti finalizzati ad impedire la prosecuzione del rapporto tra i figli ed i nonni, genitori dell’ex coniuge.

In proposito il dettato codicistico prevede, specificamente, il diritto dei figli a crescere in famiglia e mantenere rapporti significativi con i parenti.
Nel caso in commento i nonni si erano determinati ad adire il Tribunale dei minorenni in forza dell’art. 317 bis c.c., che detta specificamente la disciplina dei rapporti con gli ascendenti, dal momento che gli veniva impedito “in modo assoluto” di mantenere dei rapporti con la loro nipote minore.
E, tuttavia, si costituiva il padre della minore, contestando integralmente quanto argomentato dai nonni materni e valorizzando un profilo processuale. In particolare, veniva evidenziato che l’introduzione della norma su citata non è stata accompagnata da alcun riferimento innovativo sotto il profilo processuale, e pertanto, l’ azione in giudizio degli ascendenti va ricondotta nell’alveo dei procedimenti ex art. 333 c.c., rubricato “Condotta del genitore pregiudizievole ai figli”.
Tale ragionamento si traduce nella considerazione che vede una tutela del diritto dei nonni, esclusivamente quando la mancata continuità della relazione “significativa” con i nipoti sia effettivamente e concretamente pregiudizievole per gli stessi minori, imponendo correlativamente di addivenire ad una limitazione della responsabilità dei genitori.
Il Tribunale dei minorenni di Venezia, con provvedimento del 14.10.2016 ha accolto tale ragionamento del padre della minore, affermando che il diritto dei nonni sarà dunque destinato a soccombere rispetto all’interesse dei minori a mantenere rapporti significativi con gli ascendenti.
Va sempre tutelata la crescita sana ed equilibrata del minore all’interno del nucleo familiare, anche nella fase patologica della separazione, ed il giudice sarà tenuto a valutare quali comportamenti possano recare un pregiudizio al soggetto minorenne, anche alla luce dell’art. 317 bis c.c.

Virginia Dentici

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