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Disabili in condominio, come abbattere le barriere

Disabili in condominio, come abbattere le barriere

Casa dolce casa. Quante volte lo abbiamo esclamato rientrando stanchi dopo una giornata di lavoro? Perché la casa è nido che ti accoglie, è serenità. Purtroppo non sempre è così. A volte la casa si trasforma in una gabbia, una prigione. Lo sanno bene le persone disabili ed i loro familiari che si trovano quotidianamente a lottare contro le barriere, non solo architettoniche, ma anche culturali. Ad inasprire la lotta si aggiunge un quadro normativo di non facile lettura, cerchiamo quindi di capirne di più.

Disabili e condominio: cosa dice la legge?

Facciamo il punto sulla normativa vigente. La legge di riferimento è la n.13 del 1989. Composta da 12 articoli, reca le disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Risulta particolarmente utile analizzare l’art 2, che si occupa delle deliberazioni assembleari relative alle innovazioni da attuare in condominio per eliminare le barriere architettoniche.

Eliminare le barriere architettoniche: le maggioranze in assemblea

L’art. 2, così come modificato nel 2012 dalla legge di riforma del condominio, al primo comma prevede che tali innovazioni, pensiamo ad esempio all’installazione di un servoscala, siano realizzate se l’assemblea condominiale delibera, in prima o seconda convocazione, con le maggioranze previste dal secondo comma dell’art 1120 c.c.. L’articolo 1120 c.c., sempre oggetto della riforma del 2012, a sua volta, rimanda al secondo comma dell’art 1136 c.c. il quale stabilisce che sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei condomini intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (500 millesimi). Ricordiamo che, a seguito della richiesta, anche di un solo condomino, l’amministratore è tenuto, come dice l’art. 1120 comma 3 c.c., a convocare l’assemblea entro trenta giorni.

L’assemblea non decide: cosa possono fare i disabili?

Vediamo cosa succede se non si riesce a deliberare. L’art 2 comma 2 stabilisce che se il condominio non delibera entro tre mesi dalla richiesta scritta fatta dai soggetti interessati, i portatori di handicap o i loro tutori, possono installare a proprie spese, strutture mobili e facilmente rimovibili e modificare l’ampiezza delle porte d’accesso per rendere l’accesso all’edificio, agli ascensori ed alle rampe dei garages più agevole. Spesso la solidarietà condominiale è una illustre sconosciuta, è necessario quindi lottare per abbattere barriere di ogni tipo. La legge e la conoscenza sono i migliori alleati. Essere consapevoli dei propri diritti è il primo passo per vederli affermati.

Maria Rosaria Pensabene

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