Shopping Cart

Disoccupazione: diritto all’indennità anche per i lavoratori autonomi?

Nell’attuale situazione di grave crisi economica, in Italia e in numerosi stati europei molte aziende e molti lavoratori autonomi sono costretti a chiudere e a cessare l’attività lavorativa, senza tuttavia aver diritto ad alcuna indennità o sussidio di disoccupazione.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con un’importantissima sentenza del 20 dicembre 2017 resa nella causa 446/2016, ha dettato una nuova regola destinata a determinare una revisione delle leggi di molti stati europei, tra cui anche l’Italia, affermando il diritto di tutti i lavoratori, anche dei lavoratori autonomi, a percepire sussidi o indennità comunque denominate in caso di disoccupazione.

Indennità di disoccupazione in Italia: la normativa attualmente vigente

In Italia, finora, la disciplina in materia di indennità di disoccupazione è dettata dal D.lgs. 22 del 2015 che prevede la NaspI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) quale indennità mensile di disoccupazione erogata dall’INPS, su richiesta dell’interessato, nei casi di disoccupazione involontaria, in presenza dei requisiti stabiliti dalla norma. In particolare, la NaspI spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione, con radicale esclusione dunque dei lavoratori autonomi che non possono in alcun modo e in nessun caso accedere all’indennità di disoccupazione.

Indennità di disoccupazione per lavoratori autonomi: la pronuncia della Corte di Giustizia

La sentenza della Corte di Giustizia del 20 dicembre 2017, appena pubblicata, è destinata a  stravolgere la normativa italiana e di molti paesi europei in materia di indennità di disoccupazione, estendendo il novero dei possibili beneficiari.

La sentenza è stata resa a seguito di un rinvio pregiudiziale della Corte d’Appello irlandese che ha presentato un quesito alla Corte chiedendo se  sia compatibile con il diritto dell’Unione, in particolare con l’articolo 4 del regolamento n. 883/2004/CE, il diniego di corresponsione dell’indennità per le persone in cerca d’occupazione per un lavoratore autonomo cittadino europeo che abbia svolto attività lavorativa in uno Stato membro.

La Corte ha affermato che tutti i lavoratori, non solo i lavoratori subordinati ma anche i lavoratori autonomi, hanno un vero e proprio diritto a percepire un’indennità di disoccupazione, nel caso in cui si vengano a trovare in una situazione di disoccupazione involontaria.

Secondo la Corte, tale stato di disoccupazione involontaria per i lavoratori autonomi sarebbe ravvisabile in caso di cessazione di un’attività professionale autonoma cagionata da ragioni indipendenti dalla volontà della persona interessata, come può essere una situazione di recessione economica.

Se dunque, un lavoratore o un professionista, a causa della crisi o per ragioni a lui non imputabili, sia costretto a cessare o chiudere la propria attività, avrà diritto, al pari dei dipendenti,  a percepire un sussidio di disoccupazione di analogo tenore. Diversamente parlando, normative come quella attualmente vigente in italia, che escludono tale diritto ai lavoratori autonomi, sarebbe foriera di una grave ingiustizia e discriminazione.

In virtù del principio del primato del diritto comunitario rispetto al diritto nazionale, è inevitabile che il legislatore italiano debba adeguare la normativa vigente alla nuova pronuncia europea, andando altrimenti incontro al rischio di procedure di infrazione.

Martina Scarabotta

Ultimi articoli

Agi Sicilia “Una panoramica sulle novità del diritto del lavoro”
Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner