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Editoria, ecco il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione

Con la legge n. 198 dello scorso 26 ottobre 2016, pubblicata nella gazzetta ufficale GU n.255 del 31-10-2016 (qui il link al testo: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2016;198), è stata approvata la riforma del settore dell’editoria, in un momento storico in cui il mondo del giornalismo e della comunicazione assume una rilevanza determinante per una corretta diffusione dell’informazione.

Editoria, ecco il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione

Numerose le novità introdotte, tra le quali, all’art. 1, la regolamentazione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze e di cui la legge di stabilità 2016 aveva previsto l’istituzione presso il Ministero dello sviluppo economico.

Il Fondo sarà destinato a perseguire precise finalità, nello specifico quelle di “assicurare la piena attuazione dei principi di cui all’articolo 21 della Costituzione, in materia di diritti, liberta’, indipendenza e pluralismo dell’informazione, nonche’ di incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e dei processi di distribuzione e di vendita, la capacita’ delle imprese del settore di investire e di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo, nonche’ lo sviluppo di nuove imprese editrici anche nel campo dell’informazione digitale”.

Il Fondo e’ ripartito su base annuale tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico, per gli interventi di rispettiva competenza, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, e le somme non impegnate in ciascun esercizio potranno esserlo in quello successivo.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e’ annualmente stabilita la destinazione delle risorse ai diversi interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri, ed il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio negli stati di previsione interessati, anche nel conto dei residui.

Le previsioni economiche per il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione
Secondo quanto previsto dal comma due dell’art. 1, all’interno del fondo verranno fatte confluire risorse economiche provenienti da differenti fonti, secondo la seguente partizione:

a) le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno all’editoria quotidiana e periodica, anche digitale, comprese le risorse disponibili del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria (ex art, 1, comma 261, legge n. 147/2013);

b) le risorse statali destinate all’emittenza radiofonica e televisiva in ambito locale, iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 1, comma 162, legge n. 208/2015;

c) una quota, fino ad un importo massimo di 100 milioni di euro in ragione d’anno per il periodo 2016-2018, delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento RAI;

d) le somme derivanti dal gettito annuale di un contributo di solidarieta’ pari allo 0,1 per cento del reddito complessivo dei soggetti passivi dell’imposta ex art. 73 TUIR (concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica e sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali; societa’ operanti nel settore dell’informazione e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta, in tale caso calcolandosi il reddito complessivo con riguardo alla parte proporzionalmente corrispondente, rispetto all’ammontare dei ricavi totali, allo specifico ammontare dei ricavi derivanti da tale attivita’; altri soggetti che esercitino l’attivita’ di intermediazione nel mercato della pubblicita’ attraverso la ricerca e l’acquisto, per conto di terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete internet).

Una determinata percentuale del Fondo potrà destinarsi al finanziamento di progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa nel campo dell’informazione digitale, attuando quelli che la legge qualifica “obiettivi di convergenza multimediale”.

Bisognerà ora attendere l’emanazione degli ulteriori decreti attuativi, mentre l’entrata in vigore della legge è fissata al 15 novembre 2016.

Chiara Pezza

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