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Educazione finanziaria, ancora molta strada da fare!

Educazione finanziaria, un’esigenza quotidiana

Ognuno di noi, ormai quotidianamente, si trova a raffrontarsi con termini quali non performing loans, portafoglio titoli, diversificazione degli investimenti o inflazione. Tuttavia, forse, non tutti sono consapevoli dell’esatto significato di queste parole. È questa una delle evidenze che emerge dall’esito del primo censimento nazionale delle iniziative di educazione finanziaria in Italia fra il 2012 e il 2014, presentato il 18 gennaio scorso al Centro convegni della Banca d’Italia, nell’ambito della giornata denominata “L’educazione finanziaria in Italia: oggi e domani”.

Educazione finanziaria, la rilevazione delle iniziative nel triennio ’12-’14

L’indagine è stata promossa dalle Autorità di vigilanza (Banca d’Italia, Consob, Covip e Ivass), oltre che da altri enti privati, quali il Museo del Risparmio e la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio. I dati presentati, da un punto di vista numerico, testimoniano che le iniziative volte a questo scopo, nel triennio considerato, sono state molteplici e hanno coinvolto circa un milione di persone, fra studenti e adulti. Tuttavia, i 206 eventi sono stati promossi da 256 soggetti diversi, il che è indice di una forte parcellizzazione nell’organizzazione degli stessi, con molti programmi di piccola dimensione. Soprattutto, quello che sembra mancare è una valutazione dell’impatto delle iniziative portate avanti, il che impedisce di comprendere se effettivamente vi sia stato un beneficio significativo per l’utenza.

Hands In Front Of Chalkboard

Educazione finanziaria, l’Italia fanalino di coda

A preoccupare le Autorità sono anche i dati relativi all’alfabetizzazione finanziaria degli italiani. L’indagine condotta da Standard & Poor’s sulla financial literacy a livello globale, evidenzia che il nostro paese fa meglio solo di Cipro e Portogallo. Appena il 37% dei connazionali conosce almeno tre concetti di base tra inflazione, tasso di interesse, capitalizzazione composta e diversificazione del rischio, contro una media europea del 52%. Non va meglio per quanto riguarda i giovani italiani, che nel rapporto OCSE-PISA del 2012 si collocano solo davanti alla Colombia, quanto a livello di alfabetizzazione finanziaria fra i quindicenni.

Educazione finanziaria, gli obbiettivi da raggiungere

Educazione_finanziaria

Tutti i soggetti presenti all’incontro hanno sottolineato la necessità di compiere consistenti passi in avanti per aumentare qualità e livello dell’educazione finanziaria in Italia. Una maggiore consapevolezza del consumatore di servizi finanziari è cruciale non solo per aiutarlo a non essere raggirato e preservare i propri risparmi, ma anche per garantire la stabilità del sistema e favorire comportamenti virtuosi di banche e intermediari.

Le Autorità hanno acquisito consapevolezza circa il bisogno di elaborare una strategia nazionale di educazione finanziaria, coordinando le iniziative e aumentando lo sforzo da parte dei soggetti pubblici e privati. Questi obbiettivi vengono perseguiti non solo tramite convegni come quello del 18 gennaio, ma anche tramite azioni concrete. Si prenda ad esempio la recente istituzione, in seno alla Banca d’Italia, del Servizio Tutela del cliente ed antiriciclaggio, all’interno del quale opera una Divisione preposta proprio ad occuparsi di educazione finanziaria.

Insomma, non si può nascondere che c’è ancora molta strada da fare per garantire che i cittadini italiani abbiano un livello accettabile di conoscenza dei principali concetti economici e finanziari. È, però, importante che le istituzioni siano coscienti di ciò, per poter finalmente iniziare a compiere dei progressi verso gli obbiettivi da tutti auspicati.

Alessandro Re

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