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Elezioni amministrative, per contestare il verbale di sezione è necessaria la querela di falso

Elezioni amministrative, quanta fatica per sapere i risultati!

 

Pochi giorni fa, negli Stati Uniti, abbiamo assistito a un capolavoro di efficienza, che ha permesso di conoscere in poche ore il nome del nuovo Presidente. In Italia, invece, per sapere i risultati delle elezioni amministrative, anche in piccoli Comuni, bisogna attendere a lungo, e anche dopo la proclamazione degli eletti non sono esclusi colpi di scena legati ad eventuali ricorsi al giudice amministrativo.

Elezioni amministrative, il caso di Grottaglie

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È quanto successo nella cittadina pugliese di Grottaglie. Dopo le recenti elezioni amministrative, un candidato non eletto ha proposto ricorso elettorale al TAR. Il ricorrente sosteneva che le operazioni di scrutinio fossero inficiate da vizi che, se assenti, avrebbero portato alla sua elezione. In particolare, lamentava un errore materiale nella trasposizione dei dati riguardanti i voti ottenuti dall’interessato, nonché l’ingiusto annullamento di alcune preferenze a causa della presenza di segni di riconoscimento sulla scheda elettorale. L’accoglimento del ricorso avrebbe comportato il conteggio di alcuni voti in più al candidato-ricorrente, e la sua conseguente elezione a discapito del collega di lista che invece era stato proclamato Consigliere comunale.

Elezioni amministrative, la distinzione tra errore materiale e querela di falso

L’aspetto più interessante della pronuncia del TAR Puglia, la n°1524/2016, riguarda la possibilità di contestare i verbali di sezione depositati presso l’Ufficio Centrale. Il giudice amministrativo sottolinea che il ricorrente lamenta la discrasia tra i dati usati per la proclamazione e quelli rilevati durante le operazioni di spoglio, risultanti da dichiarazione sostitutiva di atto notorio redatta dal rappresentante di lista. Secondo il TAR, la contestazione del candidato non eletto mira a mettere in discussione la stessa veridicità del verbale di sezione e degli atti dell’Ufficio Centrale, non semplicemente a evidenziare un errore materiale nella trasposizione dei dati relativi ai voti.

Poiché il verbale sezionale è un atto pubblico, come tale fa piena prova della veridicità dei fatti in esso riportati fino a querela di falso (art. 2700 c.c.), e il suo valore probatorio non può essere scalfito da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Conseguentemente, il ricorrente, per dimostrare la falsità dei dati usati dall’Ufficio Centrale avrebbe dovuto instaurare il procedimento apposito previsto dall’art. 221 c.p.c., che però non può essere proposto davanti al giudice amministrativo (art. 8, comma 2, c.p.a.). Per tali ragioni, il TAR ha optato per il rigetto del ricorso, infondato anche nella parte relativa al secondo motivo.

Elezioni amministrative, nulla da fare per il ricorrente

Allo sfortunato candidato di Grottaglie non rimane che prendersela con la sfortuna, che per pochi voti gli ha impedito di sedersi sullo scranno del Consiglio comunale. Adesso dovrà aspettare le prossime elezioni amministrative, o sperare nelle dimissioni del Consigliere eletto al suo posto…

Alessandro Re

 

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