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Elusione fiscale, la punibilità delle operazioni simulate

Con la sentenza n. 41755 del 5 ottobre 2016, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato il principio di diritto per cui un’operazione simulata, priva di qualsivoglia contenuto effettivo, non può ritenersi elusiva e pertanto è soggetta ad essere perseguita penalmente, non rientrando nelle ipotesi di depenalizzazione dell’elusione realizzata con la Legge del 2015.

Elusione fiscale, la depenalizzazione del 2015

Dal 1 Ottobre 2015 è entrata in vigore la Legge n. 212/2000 recante lo Statuto dei diritti del contribuente che, all’art. 10-bis, unifica le nozioni di elusione fiscale ed abuso del diritto, determinando la depenalizzazione del reato ex art. 37-bis DPR 600/73 che puniva determinate fattispecie di elusione fiscale e affermando espressamente l’irrilevanza penale delle condotte abusive ed elusive che restano rilevanti solo ai fini  delle sanzioni amministrative-tributarie.

In base alla normativa in parola, configurano abuso del diritto quelle operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti; configurano invece elusione fiscale quelle operazioni prive di sostanza economica messe in atto solo per raggiungere vantaggi fiscali, salvo che siano giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali.

Mentre prima della novella le condotte definite come elusive erano perseguibili penalmente mentre quelle abusive costituivano solamente un illecito amministrativo, da ottobre 2015 tutte le condotte abusive, con ciò comprendendosi sia quelle elusive sia quelle abusive, sono depenalizzate e rilevano solo a fini tributari. La depenalizzazione del 2015 riguarda solo le ipotesi di elusione fiscale e non anche quelle di evasione fiscale, rinvenendosi la differenza nel fatto che nell’elusione fiscale il contribuente, al fine di ottenere un risparmi odi imposta, fa un uso distorto di istituti giuridici leciti, mentre, nella condotta di evasione, il contribuente viola in modo diretto le norme fiscali.

Elusione fiscale, la depenalizzazione non riguarda le operazioni simulate

Con la sentenza della Cassazione n. 41755/2016 è stato ristretto il campo di applicazione della depenalizzazione, affermandosi il principio per cui possono ritenersi elusive e quindi penalmente irrilevanti solo quelle operazioni che, pur volte ad ottenere vantaggi tributari, sono caratterizzate da una effettiva funzione economica-sociale meritevole di tutela.

Non rientrano invece nel campo di applicazione della scriminante le operazioni simulate ovvero quelle manovre economiche prive di contenuto e funzione economica e/o sociale che siano poste in essere al solo scopo di ottenere vantaggi tributari. Queste operazioni simulate non sono scriminate ai sensi dell’art. 10-bis comma 13 della Legge 212/2000 in quanto la depenalizzazione riguarda esclusivamente le operazioni abusive ovvero quelle che, pur consentendo di ottenere vantaggi fiscali, non hanno la loro causa nella mera sottrazione al peso tributario ma hanno una causa diversa ed ulteriore di natura economica.

Sarà dunque compito del Giudice valutare caso per caso se la condotta volta ad ottenere indebiti vantaggi fiscali rientri nella fattispecie abusiva (comprendente sia le forme di abuso in senso stretto che di elusione) ovvero nella categoria delle operazioni simulate non depenalizzate. Nel primo caso la condotta sarà penalmente irrilevante e soggetta solo a sanzioni amministrative tributarie mentre nel secondo caso sarà perseguibile penalmente.

Martina Scarabotta

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