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Equa riparazione: quando decorre il termine semestrale per la domanda?

Equa riparazione: quando decorre il termine semestrale per la domanda?

 

legge pinto
equa riparazione.

Quando è ammissibile il calcolo unitario dei periodi di cognizione e di esecuzione al fine della proposizione della domanda di equa riparazione?

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nel dirimere il contrasto interpretativo tra le sezioni semplici relativo al computo unitario della durata delle fasi di cognizione e di esecuzione, affermano il seguente principio di diritto: “In tema di equa riparazione del danno per irragionevole durata del processo, la valutazione unitaria dei periodi di cognizione e di esecuzione è ammissibile solo ove la parte si sia attivata per procedere all’ esecuzione  prima dello spirare del termine semestrale di cui all’ art 4 l. n. 89/2001”. È il principio di diritto finalmente affermato dalle Sezioni che sono intervenute a far chiarezza su un tema-quello del computo unitario della durata delle fasi di cognizione e di esecuzione- sul quale non esisteva ancora un indirizzo unitario seguito seguito dalle sezioni semplici.

Equa riparazione: questioni sostanziali e processuali.

Nello specifico, la Cassazione riunita è stata chiamata a pronunciarsi in merito alla nozione di “decisione definitiva” alla quale l’art.4 Legge. Pinto ricollega il termine di decadenza semestrale per la proposizione della domanda di riparazione.

La definitività del giudizio deve riferirsi all’esito del procedimento complesso (cognizione + esecuzione) oppure il procedimento è separabile in fasi con la conseguenza che se la parte fa decorrere il termine semestrale dal momento in cui il procedimento di cognizione diventa irrevocabile, la stessa non può più farne valere l’ingiustificata durata?

La unicità procedimentale – rileva la Corte- non può essere intesa in senso assoluto, tralasciando la valutazione delle differenze, strutturali e di finalità, che permangono tra il giudizio di cognizione ed il procedimento di esecuzione. Proprio tenendo a mente queste differenze si può fornire  un diverso rilievo della collocazione del termine di decadenza al momento del definitivo accertamento del diritto o al momento della definitiva realizzazione dello stesso.

La decorrenza del diritto all’indennizzo per inosservanza del termine semestrale presuppone una valutazione normativa di come si articola il nesso tra cognizione ed esecuzione nella fattispecie concreta, esaminandole nella prospettiva della condotta delle parti. A seconda della condotta  tenuta dalle parti, il procedimento presupposto può essere considerato unitariamente o separabile in “fasi”.

Ne consegue che se la parte lascia decorrere il termine semestrale dal momento oltre il quale il procedimento  di cognizione diviene irrevocabile, la stessa non può poi far valere la ingiustificata durata (anche) di quel procedimento; se invece detta parte si attiva prima dello spirare di quel termine, al fine di procedere all’esecuzione, allora e può valutarsi coma unitario il procedimento  ai fini della delibazione della sua complessiva ingiustificata durata.

Sabrina Nista

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