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Equitalia, insinuazione “facile” al passivo: basta il ruolo

Equitalia insinuazione “facile” al passivo: basta il ruolo

Per l’insinuazione al passivo fallimentare dei crediti tributari non è necessaria la previa notifica della cartella esattoriale al debitore fallito o al curatore. È quanto ribadisce la Sesta Sezione della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 17927 del 12.09.2016.

Equitalia, ammissione al passivo: superflua la notifica della cartella

Se il Tribunale di Napoli aveva respinto l’opposizione allo stato passivo fallimentare proposta da Equitalia Sud S.p.A. proprio in virtù della mancanza della prova dell’avvenuta notifica al contribuente (fallito) della cartella esattoriale, determinante ai fini dell’esigibilità del credito, la Cassazione, con l’ordinanza in commento, ha ribaltato completamente quest’assunto, ribadendo un ormai granitico orientamento giurisprudenziale.

Come chiarito dai Giudici di Piazza Cavour, l’ammissione al passivo dei crediti tributari, ex art. 87, secondo comma, D.P.R. 602/73, per le società concessionarie per la riscossione è richiesta “sulla base del semplice ruolo”.

In mancanza di una espressa previsione normativa, dunque, non può ritenersi necessaria anche la previa notifica della cartella, atteso che, in presenza di contestazioni specifiche da parte del curatore, vi è la possibilità di ammettere il credito con riserva, da sciogliere, ex art. 88, comma 2, D.P.R. 602/73, all’esito dell’eventuale impugnazione dinanzi al giudice tributario.

La Cassazione predilige un’interpretazione letterale delle citate norme, riscritte dal D. Lgs. 46/2009, ribadendo, ancora una volta, che al fine dell’ammissione al passivo del fallimento è sufficiente la mera iscrizione a ruolo delle somme, portata a conoscenza del curatore mediante la presentazione della domanda di insinuazione al passivo, nel rispetto dell’unico requisito sostanziale di ammissione: l’anteriorità del credito tributario.

Senza considerare poi, la ridondanza della notificazione della cartella: la stessa non avrebbe altra funzione se non quella di informare il curatore dell’esistenza della pretesa erariale, non potendo, in ogni caso, legittimare la riscossione coattiva nei confronti del Fallimento stesso.

Nessuna lesione del diritto di difesa né rischio di impugnazione al buio

Il Fallimento, dunque, fin dall’istanza di ammissione al passivo viene portato a conoscenza dell’esistenza del credito erariale, potendo esperire dinanzi il Giudice Tributario le eventuali impugnazioni sulla base del solo ruolo.

E sul rischio di impugnazione al buio (stante la possibilità di Equitalia di fornire la prova della notifica al fallito) lamentato dalla curatela, la posizione della Cassazione è netta: “l’inconveniente segnalato è un problema che ridonda in danno del fallito ove quesiti non decida di collaborare, ponendo in essere un comportamento che non dovrebbe avere, perché aventi effetti anche contra se”.

Alessandra Iacono

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