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Esame avvocato 2016: le tre giornate e le prime indiscrezioni

Si sono conclusi ieri pomeriggio gli scritti esame avvocato, che si sono svolti secondo la scansione consueta: parere di diritto civile il primo giorno, parere di diritto penale il secondo e un atto giudiziario da redigere in una materia a scelta del candidato il terzo. Sette le ore a disposizione per lo svolgimento di ciascuna prova.

Davvero tantissimi gli aspiranti avvocati che puntano sull’esame di quest’anno per ottenere l’agognata abilitazione. E non solo perché la tornata di esami del 2015 è ormai nota come una delle più difficili della storia dell’esame avvocato, con picchi percentuali di bocciati che in alcuni distretti di Corte di Appello hanno superato il 70 per cento. C’è una ragione ulteriore e non secondaria: questa è l’ultima sessione di esami che si tiene con la formula sperimentata fino ad ieri.

Dall’anno prossimo i candidati potranno dire addio ai codici annotati. E la differenza c’è, eccome! Non bisogna poi dimenticare che l’abilitazione è vissuta da molti come un passaggio intermedio: pur non avendo nessuna intenzione di cominciare a fare l’avvocato, in tanti tentano di incamerare il titolo per poter poi partecipare ad alcuni importanti concorsi, primo fra tutti quello in magistratura (non manca chi propone di eliminare questo requisito e consentire la partecipazione al concorso direttamente dopo la laurea).

Esame avvocato 2016: le prime indiscrezioni

Nonostante i grandi numeri, però, sembra che tutto sia andato senza intoppi. Peraltro tutte le Sottocommissioni quest’anno hanno ricevuto dalla Commissione centrale la raccomandazione di prestare particolare attenzione ad evitare che possano verificarsi casi di copiatura del compito o che vengano utilizzati dispositivi elettronici durante lo svolgimento della prova.

Ed in effetti in differenti sedi concorsuali campeggiava in bella mostra il seguente avvertimento «Si avvertono i candidati che è stato disposto il monitoraggio dello spettro radioelettrico, con schermatura delle frequenze della telefonia cellulare e dei collegamenti wi-fi». Stanare i furbetti con lo smartphone nascosto può non essere facile ed alcune sottocommissioni le hanno provate proprio tutte per non disattendere le direttive della Commissione centrale.

Addirittura, al PalaCatania gli zelanti commissari d’esame avvocato, per evitare che la sosta in bagno potesse trasformarsi nell’occasione per un rapido ripassino, hanno preferito tenere le toilette sotto le tribune al buio, peraltro presidiate da occhiuti vigilanti chiamati a valutare la congruità del tempo dedicato alle necessità fisiologiche. Certo, con questi metodi i candidati del capoluogo etneo a corto di ispirazione per centrare la traccia potevano al più fare appello ad una rapida imbeccata di un collega. Ma per centrare la tazza, solo alla fortuna!

Esame avvocato: le possibili forme di barriera

Al di là di questi episodi, però, è innegabile che le migliaia di ragazzi che con quest’esame avvocato 2016 stanno tentando conquistare l’abilitazione per svolgere la professione di avvocato scontano una difficoltà oggettiva. Il mercato è sovraffollato e da anni – chi per una ragione, chi per un’altra – da più parti si cercano di introdurre forme di barriere all’ingresso che, di fatto, rendono l’accesso alla professione sempre più difficile.

Sono del resto del mese scorso le affermazioni del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Piercamillo Davigo, secondo le quali l’eccessivo numero di avvocati sarebbe addirittura il problema dei problemi della giustizia italiana e bisognerebbe intervenire già durante la formazione universitaria, introducendo il numero chiuso nelle facoltà di giurisprudenza. L’ex pm di “Mani pulite” propone una soluzione drastica, ma non è il solo a voler ridimensionare il numero degli avvocati italiani, che, in effetti, in Italia sono molto più numerosi che negli altri Paesi europei.

Anche all’interno del ceto forense non manca chi ritiene di dover in qualche modo contingentare l’ingresso delle giovani leve, puntando su una selezione più rigorosa. Ovviamente protestano i giovani laureati, che rischiano di vedersi tagliati fuori dalla professione e lamentano un approccio corporativo della avvocatura al mercato. Altri – è ad esempio il caso di Francesco Caringella – ritengono che un’abilitazione più severa sia necessaria non tanto per diminuire il numero complessivo degli avvocati, ma per garantire meglio il diritto di difesa del cittadino considerate le grandi responsabilità sottese all’esercizio del mandato difensivo.

Ad ogni modo, mentre si dibatte su quale sia la formula più congeniale per lo svolgimento dell’esame avvocato, una cosa è certa: dall’anno prossimo agli aspiranti avvocati non sarà più permesso di portare con sé, durante lo svolgimento dell’esame scritto, i codici annotati con la giurisprudenza. Tuttavia, al di là delle generiche indicazioni contenute nel testo della riforma con riferimento all’esame di abilitazione forense, non è ancora chiaro in dettaglio come si svolgeranno le prove scritte negli anni a venire.

Esame avvocato: ecco come si sono svolte le tre giornate

Per restare agli esami avvocato che si sono conclusi ieri, queste le tracce delle prove che si sono succedute in questi tre giorni:

Primo giorno: pareri di civile

Secondo giorno: pareri di penale

Terzo giorno: atti

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