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Figli e social network, istruzioni per i genitori

Figli e social network: istruzioni per  genitori 

“Quanto è bello mio figlio!” I genitori vogliono immortalare ogni momento di vita del proprio bambino. Una volta si utilizzavano centinaia di rullini fotografici e si riempivano scatole e scatole di fotografie stampate. Oggi di stampe fotografiche neanche l’ombra: la le foto del pargolo finiscono dritto dritto sui social network.

Ma attenzione, non è detto che vostro figlio gradisca! È di questi giorni la notizia, diffusa dal quotidiano La Stampa, che una ragazza austriaca che ha denunciato i suoi genitori per aver pubblicato le foto di lei bambina.

La ragazza aveva già chiesto ai genitori di rimuovere le fotografie, ma questi non le avevano dato ascolto. Così, compiuti 18 anni, si è rivolta ad un avvocato e ha citato in giudizio i genitori.

«Non conoscono vergogna – ha dichiarato la diciottenne al giornale “The Local Austria” – non hanno limiti: non gli importa se quelle immagini mi ritraggono seduta sul water o nuda in una culla. Hanno fotografato ogni mio momento e l’hanno reso pubblico. Sono stanca di non essere presa sul serio»

I genitori, se condannati, dovranno pagare delle sanzioni. Di recente la Francia ha aumentato le sanzioni per coloro che pubblicano le foto di un terzo senza il suo consenso, includendo anche i figli minori.

Figli e social network, problema giuridico

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E poi, siamo davvero sicuri di chi potrà vedere quelle foto? Pochi amici e parenti le guarderanno con gioia, molti conoscenti saranno per lo più disinteressati, ma un numero indefinito di persone potrebbe appropriarsi delle foto dei vostri figli per utilizzi illegali.

La pubblicazione senza consenso delle immagini è illecito trattamento dei dati personali e, nei casi più gravi, si può commettere il reato di diffamazione aggravata. Pensiamo al caso di Tiziana Cantone, ragazza suicidatasi in seguito alla diffusione virale di un suo video hard.

Dal punto di vista giuridico, i genitori che pubblicano le foto dei figli senza il loro consenso, violano l’art. 10 del codice civile. Il figlio può rivolgersi al giudice civile o al Garante della privacy se ritiene che l’immagine pubblicata violi la sua reputazione. In tal modo potrà chiedere che le immagini vengano rimosse e chiedere anche il risarcimento danni.

Il problema sarà riuscire a rimuovere davvero quell’immagine da Internet. L’operazione potrebbe essere lunga e difficile.

Figli e social network, problema sociale

Altro problema che si pone è quello sociale. Pubblicare un’immagine o un video senza il consenso del soggetto immortalato, può avere notevoli conseguenze che possono incidere sulla dignità della persona.

La foto di vostro figlio da piccolo potrebbe essere vista dai suoi compagni di scuola quando sarà più grande e, oltre a creargli disagio, potrebbe farlo diventare oggetto di scherno.

Le foto dei bambini, facilmente reperibili in rete, finiscono spesso nei siti pedoporpericoli-internetnografici. Problema che molti genitori sottovalutano. Da una ricerca della Australia’s new Children’s eSafety, l’organismo australiano che ha il compito di monitorare la sicurezza dei minori online, è emerso che nel 50% dei casi le foto che si trovano nei siti di pedofilia ritraggono bambini che svolgono normali attività quotidiane, ritenute innocue dai genitori, ma in cui i pedofili trovano ugualmente riferimenti sessuali.

Inoltre, pubblicare le foto dei figli a scuola o quando si va in vacanza, permette di far conoscere a un numero indefinito di potenziali sconosciuti la vostra vita privata, mettendo a rischio l’incolumità anche fisica dei propri figli.

Figli e social network, quando i genitori devono controllare il figlio

Una volta che i figli non sono più bambini, si pone il problema opposto per i genitori: come il proprio figlio utilizza i social network.

La poliziotta Lisa Di Berardino, vicequestore aggiunto della Polizia postale di Milano, ha evidenziato il problema dei minorenni che utilizzano i social network.

“Ad oggi un problema diffuso tra i minorenni è quello del “sexting”, ovvero mettere online o inviare a sconosciuti le proprie foto e video nusextingdi o in atteggiamenti sensuali. Questo deve mettere in guardia i genitori che hanno il dovere di controllare l’attività dei propri figli su cellulari e computer. Non si tratta di violazione della privacy chiedere al figlio cosa fa o controllare il suo cellulare. Si tratta di tutelare il proprio figlio”. Afferma la poliziotta intervistata a Radio 27.

Allo stesso modo il proprio figlio potrebbe non essere la vittima, ma il “cyberbullo” che perseguita i coetanei, forte del fatto che si trova al sicuro dietro uno smartphone e ignaro delle tragiche conseguenze che potrebbe avere il suo atteggiamento su altri ragazzi o ragazze.

Figli e social network, le dichiarazioni del Garante della privacy

Antonello Soro - Garante della privacy
Antonello Soro – Garante della privacy

“Bambini e adulti mettono con troppa facilità contenuti privati in rete eppure la piazza immateriale non è virtuale, è reale. Rendiamoci conto che la piazza immateriale è una parte della nostra vita, dove bisognerebbe usare la stessa prudenza che si usa nella piazza fisica. E’ una dimensione grande e pericolosa di cui tenere conto “. Così il Presidente dell’Autorità per la protezione della privacy, Antonello Soro, cerca di mettere in guardia dai pericoli reali che si celano dietro il mondo virtuale.

Figli e social network, come comportarsi Woman and young girl in kitchen with laptop and paperwork smilin

Fare bene il genitore non ha delle regole predeterminate. Ogni genitore si preoccupa che al proprio figlio non accada nulla di pericoloso. Quindi il comportamento dei genitori dovrebbe mirare innanzitutto alla tutela dei figli, facendo in modo che nessuno violi la privacy del proprio figlio, tranne gli stessi genitori per evitare che incorra nei pericoli che possono nascondersi dietro uno schermo.

Livia Carnevale

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