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A Firenze convegno sulla Carta dei diritti fondamentali Ue

A Firenze convegno sulla Carta dei diritti fondamentali Ue:  gli strumenti per una corretta applicazione (previsti 8 crediti formativi per la formazione degli avvocati)

     Firenze, 27 ottobre – Quando si tratta della tutela dei diritti umani è importante “non bussare alla porta sbagliata“. E si intitola proprio così il progetto europeo CharterClick, dedicato a facilitare l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali, che ha acquisito efficacia vincolante con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

     Il progetto, coordinato da Adelina Adinolfi del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Firenze, ha studiato lo sviluppo di strumenti informatici – destinati soprattutto a giudici, avvocati e altri operatori del diritto – per individuare le violazioni che ricadono nell’ambito di applicazione della Carta.

     I primi risultati del progetto, co-finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Justice 2013 (Diritti fondamentali e cittadinanza), saranno il tema del convegno “Nuovi strumenti per promuovere la corretta applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” in programma venerdì 28 ottobre nell’Aula Magna dell’Università di Firenze, in piazza San Marco, 4, a partire dalle ore 9 (clicca qui per scaricare la locandina).

Al convegno partecipano, fra gli altri il giudice costituzionale Silvana Sciarra, Antonio Tizzano, vice presidente della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Cecilia Wikström, presidente della Commissione Petizioni del Parlamento europeo. Il giudice della Corte Internazionale di Giustizia e professore emerito dell’Università di Firenze Giorgio Gaja terrà la relazione principale sul tema “La Carta nel contesto degli strumenti internazionali per la protezione dei diritti umani”.

     Scopo del convegno è discutere e analizzare gli strumenti elaborati nell’ambito del progetto CharterClick, che saranno poi rivisti e eventualmente modificati per renderli il più possibile idonei alle esigenze di chi li utilizzerà (magistrati, avvocati, organi di tutela come, ad esempio, difensori civici e associazioni che proteggono i diritti fondamentali).

     “Questo progetto non è importante solo per gli addetti ai lavori – sottolinea Adelina Adinolfi – porterà benefici anche ai cittadini, perché la corretta applicazione della Carta rafforza la tutela dei diritti fondamentali delle persone, riguardo ad esempio alla protezione dei dati personali, al divieto di discriminazione, alla tutela della salute e dei consumatori”.

L’attività di ricerca legata al progetto, oltre che presso l’Ateneo fiorentino, è stata svolta da gruppi dell’Istituto universitario europeo, dell’Ittig-Cnr, e di cinque Università di diversi Stati membri: Uppsala, Bordeaux, Konstanz, Leicester, Cagliari.

     (Red-Xio/AdnKronos)

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