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Flixbus: autobus low cost fuorilegge ma solo per poco

Alle 13 di giovedì 23 febbraio 2017, con 249 voti favorevoli, è stato approvato dalla Camera il decreto Milleproroghe che da oggi è legge. Editoria, ambulanti, tassisti, aziende soggette allo spesometro sono solo alcuni dei punti toccati dalla nuova legge che si occupa anche della ormai famigerata “questione Flixbus“.

Flixbus, la compagnia di trasporti low cost nel mirino del Governo

Flixbus è un’azienda di trasporti tedesca nata nel 2011 e ormai operante in molti paesi europei, arrivata dal 2015 anche in Italia riscuotendo grande successo e sviluppando fortemente il mercato concorrenziale dei trasporti extra-urbani. Flixbus offre viaggi interregionali, su tratte molto importanti, low cost a prezzi molto vantaggiosi con notevole beneficio per cittadini e consumatori ed in generale per lo sviluppo del mercato concorrenziale dei trasporti. Ad esempio, Flixbus consente di viaggiare da Roma a Milano a 9 euro, da Torino a Venezia a 5 euro e così via, coprendo anche tratte poco servite o offrendo corse ad orari insoliti.

Dopo pochi mesi dall’affermarsi di Flixbus in Italia è tuttavia arrivata una stangata del Governo contro la compagnia di trasporti low cost che ha rischiato di metterla in ginocchio, facendola chiudere in quanto definita fuori legge, con grave danno per i cittadini e per lo sviluppo della libera concorrenza nel settore dei trasporti.

La norma anti Flixbus nel decreto Milleproroghe

La norma anti Flixbus è contenuta nel decreto Milleproroghe, da oggi divenuto legge, o meglio in un emendamento del Senato approvato dalla Camera, in cui si prevede che “le autorizzazioni sulle tratte interregionali per il servizio di trasporto di autobus possano essere concesse solo a raggruppamenti di imprese guidate da operatori economici la cui principale attività è il trasporto di passeggeri su strada”.

La norma anti-Flixbus è contenuta in un emendamento presentato al Senato da quattro senatori del gruppo Conservatori e riformisti, Lucio Tarquinio, Francesco Bruni, Luigi D’Ambrosio Lettieri e Luigi Perrone ed è stata inserita nel decreto Milleproroghe divenuto legge con la conseguenza di rendere illegale e fuori legge l’attività di trasporto esercitata dagli autobus verdi di Flixbus. Infatti la compagnia low cost opera attraverso una piattaforma digitale per la prenotazione dei biglietti, senza possederli in prima persona, rimanendo fuori dal campo di legittimazione per l’attività di trasporto interregionale.

Anti Flixbus: il Governo promette di cancellare la norma

Molte le proteste in quest’ultima settimana avanzate da consumatori e dalla stessa società Flixbus il cui responsabile italiano ha dichiarato: “Questo è un vero e proprio blitz contro la concorrenza. Operiamo all’interno di una normativa ben definita del ministero dei Trasporti e abbiamo ricevuto l’autorizzazione anche dell’Antitrust al pari delle compagnie aeree low cost, vendendo biglietti a prezzi bassi attraverso una piattaforma digitale che ci consente di riempire gli autobus”.

Anche dal Governo e dalla Camera la norma anti Flixbus è stata bollata come un “errore” e Andrea Mazziotti, relatore del decreto Milleproroghe, ha definito la vicenda come la “figuraccia italiana” idonea a determinare una violazione delle norme sulla concorrenza.

Visti i tempi stretti, dovendosi il Milleproroghe approvare entro il 28 febbraio, non c’è stato tempo per modificare la norma anti Flixbus che quindi è divenuta legge.

Tuttavia, dal Governo sono arrivate importanti rassicurazioni, recepite dalla società Flixbus che a sua volta, sul suo profilo Facebook, rassicura gli utenti. Oltre al decreto Milleproroghe con la norma anti Flixbus, a Montecitorio sono stati approvati vari ordini del giorno tra cui uno a firma di Andrea Mazziotti, insieme a Bianconi e Corsaro sul tema Flixbus, “per consentire a questo servizio di poter esistere e competere con gli altri, senza subire danni, con l’impegno del Governo a cancellare la norma della discordia o nel provvedimento sulla concorrenza o nel primo provvedimento utile».

Il Governo si è quindi impegnato ad eliminare in tempi rapidi la norma e risolvere la situazione creatasi. Flixbus dunque, se il Governo manterrà la parola, continuerà ad esistere e ad operare nella legalità.

Martina Scarabotta

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