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Neanche il battesimo è per sempre: focus sullo sbattezzo

«Io mi sbattezzo»: il battesimo non è per sempre

Sebbene appaia indissolubile, il legame con la comunità che ci accoglie sin dalla nascita può essere spezzato: non condividere più i valori della propria “famiglia”, infatti, può far maturare la scelta di rinunciare al primo sacramento.

Quella di “sbattezzarsi”, dunque, può essere la legittima decisione di chi, per un motivo o per un altro, rifiuta l’idea che il battesimo sia per sempre.

Ma perché parecchi italiani avvertono il bisogno di separarsi ufficialmente dalla Chiesa cattolica? Le ragioni possono essere di varia natura: c’è chi abbandona la confessione per abbracciarne una in cui si riconosce maggiormente; chi matura la convinzione di essere ateo o, più semplicemente, chi non accetta di non aver potuto scegliere se e quando ricevere un sacramento.

Insomma, il ragionamento di molti è il seguente: “Perché, se non sono credente, dovrei mantenere il segno della mia appartenenza a qualcosa di cui parte non mi sento?”.

Per qualcun altro, poi, le ragioni sono un po’ meno intime e un po’ più politiche. C’è chi crede di mandare un segnale forte alle gerarchie ecclesiastiche; chi ne fa una questione di democrazia e chi si sente non compreso o tutelato dalla Chiesa.

Il movimento per lo sbattezzo

E così, sensibile alle esigenze dei “cattolici pentiti”, il movimento per lo sbattezzo nasce negli anni ’80.

Ma è solo nel 1999 che, a seguito di un ricorso presentato dall’UAAR (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), il Garante per la protezione dei dati personali ammette la possibilità di “emanciparsi” dalla grande famiglia. Il battesimo – si dice – è un fatto che non si può cancellare, ma chiunque lo desideri ha il diritto di non essere più considerato “figlio” della Chiesa.

L’aspostasia

E mentre l’UAAR, per sottolinearne l’importanza, dedica allo sbattezzo una giornata nazionale (2008), la Chiesa continua a ritenere che si tratti di un delitto: l’apostasia, oltre ad essere un peccato mortale, è infatti punita dal codice di diritto canonico; la pena prevista è la scomunica latae sententiae. Per farla breve, insomma, la scomunica consegue automaticamente alla commissione del delitto, senza che sia necessaria alcuna dichiarazione.

Cosa fare per non essere considerati più cattolici

Se conoscete la parrocchia presso cui vi siete battezzati, basta inviare una lettera raccomandata (il modello è disponibile qui). Non dimenticate, però, di allegare la fotocopia del documento di identità.

Se non sapere qual è la parrocchia, invece, potrete inoltrare la richiesta al parroco di prima comunione,  cresima o matrimonio.

Ciò che otterrete, alla fine, sarà una semplice annotazione sull’atto di battesimo/ nel registro dei battezzati.

In termini di tempo e fatica, dunque, lo “sbattezzo” non costa niente.

Ma è davvero così importante, per chi non crede o non crede più, rifiutare formalmente un rituale a cui non si attribuisce alcun significato? Ciò che non ha valore, può davvero essere tanto orticante? La risposta, probabilmente, non può che dipendere dalle intime ragioni di ogni sbattezzando.

Claudia Chiapparrone

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