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Forze armate: Quale futuro?

La Difesa costituisce un elemento indispensabile a tutela degli interessi nazionali ed è compito di ogni Stato assicurare che le Forze armate siano in grado di adattarsi al rapido cambiamento degli scenari in cui operano. In Italia i diversi tentativi di modifica dello strumento militare degli ultimi decenni hanno permesso di adottare un modello professionale agile e una struttura organizzativa interforze, tralasciando tuttavia una sua modernizzazione e la modifica dei meccanismi di funzionamento della Difesa.

In linea con le indicazioni contenute nel “Libro bianco” per la sicurezza internazionale e la difesa, presentato dal Governo nel luglio 2015, la Commissione Difesa ha avviato la discussione sulla necessità di dotare il nostro Paese di una moderna capacità di difesa ed adeguare le Forze armate alle esigenze attuali.  In particolare, la Commissione ha rilevato come la struttura organizzativa e operativa delle Forze armate richieda una riforma decisiva, con l’obiettivo di realizzare uno strumento militare moderno, quantitativamente più contenuto, più sinergico ed efficiente.

Tra analisi, valutazioni dei precedenti e le esperienze riportate dai nostri predecessori, abbiamo evinto che la riorganizzazione delle Forze armate deve necessariamente partire dalla semplificazione dell’apparato burocratico, dall’accorpamento di funzioni similari e dall’eliminazione di ogni duplicazione. L’esigenza di efficienza, economicità e semplificazione impone l’adozione di un nuovo modello di governance, più snello e meno complesso, attraverso la riduzione dei livelli gerarchici e della complessità organizzativa.

L’idea di nuovo sistema si costituisce come un’unica forza integrata, all’interno della quale il personale militare e civile opera in modo sinergico e congiunto.

La riforma futura sulle forze armate e la Difesa in generale, interessa anche le modalità di selezione, avanzamento e impiego della dirigenza militare e civile, oltre che le modalità di reclutamento del personale che dovrà avere un’età media pari a quella europea. Il futuro strumento militare sarà sempre più integrato a quello degli altri Paesi UE e della NATO e, pertanto, è indispensabile un incremento in termini di addestramento e formazione, per consentire un rapido adattamento ai mutevoli scenari internazionali.

Dai lavori in commissione comm-difesadegli ultimi tre anni, ho capito come l’Italia ha dimostrato, sul piano internazionale, di possedere comunque grandi capacità in tema di sicurezza e Difesa, cooperando con i partner UE e NATO per assicurare la pace in contesti tanto regionali, quanto internazionali. Le nostre Forze armate devono essere in grado di rispondere efficacemente ai cambiamenti degli scenari in cui operano. Ciò può essere possibile soltanto attraverso il miglioramento delle capacità operative, grazie al supporto dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo industriale, che, insieme ad una generale opera di modernizzazione, renderanno lo strumento militare più efficiente e all’altezza delle sfide attuali e future. Questo è l’obiettivo del nostro impegno, già giunto a buon punto.

Tonino Moscatt

[scrivetemi a: quidifesa@masterlex.it]

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