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Francia, il burkini è di intralcio alla sicurezza nazionale?

burkini

Nizza mette al bando il burkini.  Vietato indossarlo in spiaggia.

Ritenuto espressione del più pericoloso fanatismo islamico, il burkini infiamma il dibattito politico d’Oltralpe. La netta presa di posizione del primo ministro Valls, secondo il quale imagesquesta forma di costume da spiaggia “è espressione di una ideologia basata sull’asservimento della donna” ed è perciò “incompatibile con i valori della Francia”, è stata seguita a stretto giro dall’iniziativa di circa 15 comuni francesi che hanno deciso di vietarne sulle proprie spiagge. In questo modo le istituzioni intendono garantire la sicurezza nazionale e rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini, fortemente scossi dalla frequenza degli attentati terroristici sul territorio francese.

Multata per aver indossato il burkini. Il caso.

La vicenda che ha riguardato Siam, donna musulmana di 34 anni, fotografata mentre veniva multata e costretta togliersi il costume integrale che copre anche il capo ha provocato la reazione di quanti temono che il divieto dell’uso del burkini si trasformi in una vera e propria intolleranza religiosa. Già durante il blitz sulla spiaggia della Promenade des Anglais i bagnanti hanno salutato con un applauso l’intervento degli agenti e hanno dato sfogo alla loro rabbia gridando contro la donna “tornatene a casa tua”. Episodi come questo, oltre ad esacerbare i già tesi rapporti fra cittadini francesi e comunità islamiche, recano il rischio  di alimentare il risentimento da parte del mondo musulmano nei confronti della società occidentale e di creare in questo modo terreno fertile per la propaganda  jihadista.protesta donne islamiche
Al momento nell’incontro tra il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ed il presidente del Consiglio Musulmano francese è stato chiarito che “le ordinanze vanno applicate in modo proporzionato” e non devono “portare a stigmatizzazioni o antagonismi dei francesi gli uni contro gli altri”, ciò sarà oggetto della riunione con i rappresentanti islamici prevista per il prossimo 29 agosto.

Libertà religiosa e sicurezza: la tutela dell’identità religiosa in una società minacciata dall’estremismo islamico

È giusto limitare la libertà religiosa per garantire la sicurezza della popolazione? E fino a che punto può spingersi la politica statale per proteggere i cittadini dalle continue violenze perpetrate dal terrorismo islamico?
Al centro della polemica anche il principio della libertà religiosa quale diritto fondamentale degli ordinamenti Europei.
Nel 2014 la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il divieto di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici non viola il diritto alla libertà di religione nè il diritto al rispetto della vita privata.
La pronuncia della Corte Europea si riferisce all’occultamento del volto nei luoghi pubblici, si tratta ora di capire se il divieto di indossare il burkini, costume integrale che copre anche il capo, ma non il volto, sia una limitazione ragionevole in considerazione dei ripetuti attentati i cui autori si nascondono tra la popolazione aspettando il momento opportuno per colpire.

Rosanna Guarnaccia

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