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Fumare a lavoro, scatta il licenziamento in tronco

Licenziamento in tronco per il lavoratore che fuma in ambiente di lavoro con la presenza di materiali infiammabili. Questo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 23862 del 23 novembre 2016.

L’affissione del codice disciplinare presso la bacheca interna allo stabilimento e la presenza di numerosi segnali di divieto di fumo, bastano per configurare la giusta causa del licenziamento.

Fumare una sigaretta a lavoro: si rischia davvero il licenziamento?

Dopo una lunga mattinata di lavoro, finalmente siamo in pausa. Prendiamo un caffè alla macchinetta con un collega, scambiamo quattro chiacchiere e poi…ci accendiamo una sigaretta. Un gesto quasi meccanico, che però può farci perdere il posto di lavoro. Licenziamento in tronco.

E’ davvero così? Vediamo cosa dice la legge. Le norme di riferimento sono

  • l’art. 2087 del Codice Civile il quale dispone che «l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro»;
  • il Dlgs. 81 del 2008, Testo Unico Sicurezza, che prevede espressamente espressamente l’obbligo del datore di lavoro di limitare l’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni;
  • l’art 51 della legge 3/2003, rubricato «tutela della salute dei non fumatori» e che prevede il divieto di fumo negli ambienti chiusi.

Dall’analisi delle norme emerge chiaramente che il datore di lavoro ha l’obbligo di salvaguardare la sicurezza dei lavoratori e della propria azienda. A tale obbligo però corrisponde anche un potere sanzionatorio. Tale potere può trarre origine dal regolamento aziendale oppure dalla contrattazione collettiva. Non è infrequente infatti, che i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro prevedano espressamente le sanzioni irrogabili per l’infrazione del divieto di fumo sul luogo di lavoro.

Nulla vieta che, tra le sanzioni applicabili, vi sia anche quella del licenziamento. Come è accaduto ad un lavoratore operante in un’azienda marchigiana specializzata nella lavorazione del legno.

Licenziamento in tronco, la parola alla Cassazione

La Cassazione, con la sentenza in esame, ha stabilito la legittimità del licenziamento in questione. Il lavoratore, peraltro recidivo, era stato sorpreso a fumare nell’ambiente di lavoro, dove erano presenti materiali infiammabili. I giudici di merito avevano stabilito che tale comportamento doveva essere necessariamente sanzionato con il licenziamento, essendo il licenziamento espressamente previsto dall’art. 81 lettera m) del Ccnl applicato al lavoratore, ossia il Ccnl Legno e industria. Con la condotta imprudente il lavoratore aveva causato una situazione di pericolo, pericolo che la norma violata mirava ad evitare, nell’ottica della sicurezza sul luogo di lavoro.

La Cassazione ha pienamente condiviso l’operato dei giudici di merito, fondando il proprio convincimento sulla normativa applicabile, ossia l’art. 81 lettera m) del Ccnl Legno e industria. Si legge infatti che «[…] il licenziamento – con immediata sospensione cautelare del rapporto di lavoro – può essere inflitto, con la perdita dell’indennità di preavviso, all’operaio che commetta gravi infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro o che provochi
all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni: … m) fumare nell’ambito dello stabilimento in quei luoghi dove tale divieto è espressamente stabilito o comunque dove ciò può provocare pregiudizio all’incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti
o dei materiali». La disposizione è di chiara lettura, la ragione del licenziamento è correttamente individuata nel comportamento del lavoratore, pericoloso per la sicurezza del luogo di lavoro. Non hanno meritato accoglimento le doglianze del lavoratore che lamentava una presunta “tolleranza” datoriale, nei confronti di altri colleghi che avevano l’abitudine di fumare in azienda.

Fumatori, fate molta attenzione e tenete a freno la voglia di accendere la sigaretta, il licenziamento è dietro l’angolo.

Maria Rosaria Pensabene

 

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