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Furto in abitazione: no all’aggravante dell’esposizione dei beni a pubblica fede.

Se il furto avviene in un’abitazione la cui porta d’ingresso era chiusa a chiave, per il ladro non può essere richiesta l’aggravante dell’esposizione dei beni alla pubblica fede.

Furto in abitazione.

Un uomo è stato condannato dalla Corte d’appello di Reggio Calabria per il reato di furto in un’abitazione privata. Inoltre gli sono state addebitate due circostanze aggravanti.

Furto abitazioneLa prima: l’aggravante dell’esposizione delle cose a pubblica fede (art. 625 n.7 codice penale).

La seconda: l’aggravante di aver agito in condizioni tali da ostacolare la difesa privata (art. 61 n. 5 codice penale).

Tali circostanze hanno comportato l’aumento della pena inflitta all’uomo.

L’uomo ha, così, proposto ricorso per Cassazione sostenendo che non fossero sussistenti le due circostanze aggravanti.

L’aggravante dell’esposizione a pubblica fede: cos’è.

Per “pubblica fede” si intende il senso di affidamento nel quale ognuno di noi confida  quando deve lasciare un bene incustodito in un determinato luogo. Un classico esempio è l’automobile, oppure la bicicletta o il motociclo. furto-auto-

Non rileva se il luogo in cui è lasciato il bene sia pubblico o privato.

Tale aggravante si configura anche quando l’oggetto sia chiuso a chiave, o bloccato da una catena.

La Cassazione si è già espressa su questa circostanza, affermando che sussista anche quando c’è un sistema di video sorveglianza. Ma, in ogni caso, non si ha un controllo diretto del proprietario dell’oggetto (cassazione penale sentenza 17407/2014)

La Cassazione ha ritenuto che vi fosse l’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede, anche nel caso di furto di oggetti dallo spogliatoio di una palestra. Infatti, pur potendo accedervi esclusivamente i soci della palestra, nello spogliatoio non veniva esercitata una sorveglianza costante (cassazione penale sentenza 17001/2016).

L’esclusione dell’aggravante.

Nel caso di furto in abitazione privata il cui portone d’ingresso era chiuso a chiave, la Cassazione ha escluso la sussistenza dell’aggravante dell’esposizione dei beni a pubblica fede (sentenza 36827/2016). Infatti, per commettere il furto, il ladro ha dovuto forzare la serratura d’ingresso.

I giudici hanno, invece, confermato la sussistenza della seconda aggravante, ovvero l’aver agito in condizioni tali da ostacolare la difesa privata. Il ladro ha, infatti, commesso il furto nelle ore notturne. Momento in cui la vigilanza dei proprietari è ridotta. E non vi erano sistemi di sorveglianza o dispositivo di allarme che potessero accentuare le difese dei proprietari.

Livia Carnevale

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