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Furto di rame, approvato alla Camera il ddl: parola al Senato

Le mille tonnellate sfilate da sotto il naso di Fs rappresentano solo una piccola parte del bottino. Ci sono anche i furti dai cavi elettrici di Enel e dalle linee di Telecom .

Una fattispecie incriminatrice ad hoc per contrastare uno dei fenomeni più dilaganti degli ultimi decenni. Numeri impressionanti, un vera e propria piaga sociale: si stima che le Ferrovie dello Stato abbiano perso almeno 40 milioni di euro nel corso degli anni.

Furto di rame, verso un reato autonomo

Il furto di rame diventa reato autonomo, pene fino a 8 anni e 5mila euro di multa: la proposta di legge approvata ieri alla Camera introduce il nuovo art. 624-ter del codice penale, che rende il furto di rame autonoma fattispecie di reato. La nuova disposizione stabilisce, in particolare, che “chiunque si impossessa di componenti metalliche o di altro materiale sottraendole dalle infrastrutture destinate 3 all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica è punito con la reclusione da un anno a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 5.000”.

Furto di rame, i voti favorevoli

I voti favorevoli sono stati 248, cinque i contrari e 96 gli astenuti: il provvedimento passa ora all’esame del Senato. La proposta di legge è stata firmata dall’avvocato e deputato del Pd, Giuseppe Lauricella.

Furto di rame, interruzioni di servizio con danni rilevanti

Nel corso degli anni, le interruzioni di servizio hanno determinato milioni di minuti di blocco per l’Enel. Il danno per le aziende e per la collettività è stato enorme e la disciplina precedente prevedeva soltanto aggravanti sul reato generico di furto. L’impostazione, dunque, andava necessariamente corretta, anche perché appariva inadeguata come risposta all’allarme sociale generato dal fenomeno.

Redazione

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