Shopping Cart

“Genitore sociale”: tutto quello che c’è da sapere

La Consulta riconosce il diritto di visita del “genitore sociale” nei confronti dei figli minorenni se la coppia omosessuale va in crisi.

Che la fine di una storia d’amore sia dolorosa, è un dato risaputo. Lo sanno bene gli Avvocati che si trovano ogni giorno a sentire storie di mariti e mogli traditi; lo sanno bene gli amici che avranno le bacheche dei social invase da post e lo sanno bene i bambini che sempre più spesso vivono il dramma della separazione. Ma cosa accade quando a lasciarsi è una coppia same sex e se ci sono dei minori?

A dircelo è la Consulta che in una nota resa pubblica il 06.10.2016 ha riconosciuto all’ex madre biologica il diritto di vedere due gemelli poiché prevale l’interesse dei minori.

coppia-omosessualeIL CASO. La vicenda che ha investito la Corte Costituzionale riguarda due donne palermitane: una è madre biologica di due gemelli, l’altra è la convivente. Le due giovani donne, spinte dall’istinto materno, decidono di avere un bambino e ricorrono alla fecondazione artificiale in Spagna. Nascono due bellissimi gemellini e dopo 8 anni di fidanzamento la coppia, giunta ad un punto di rottura definitivo, scoppia.

Inizia la guerra in Tribunale: nel 2015 il Tribunale di Palermo riconosce alla madre non biologica dei gemellini il diritto di visita nei confronti degli stessi, determinando le modalità, i giorni e l’orario, esattamente come per una qualsiasi coppia eterosessuale. Per la prima volta in Italia assistiamo ad una sentenza che riconosce la figura del genitore sociale: un genitore non biologico la cui figura è rilevante per lo sviluppo psico-sociale del minore e che quindi, in quanto tale, è paragonabile ad un genitore biologico a tutti gli effetti. Per i giudici di Palermo, ciò che conta è l’interesse prevalente dei minori, intendendo con ciò – in questo caso- l’interesse a tutelare il rapporto che i gemellini avevano instaurato con l’altro genitore seppur lo stesso non fosse loro genitore biologico.

La reazione della madre biologica non tarda ad arrivare e la donna impugna la pronuncia alla Corte d’Appello di Palermo. Per lei la sentenza del giudice di primo grado è inaccettabile! Come si può riconoscere il diritto di visita a una persona che non è genitore biologico né tanto meno parente alla lontana dei suoi figli? La vera madre è solo lei e l’altra è come se non esistesse: non avendo un legame biologico con i gemelli, non può vantare alcun diritto.

La Corte d’Appello si arresta e non decide sul caso: la questione è controversa e molto delicata. Da un lato è vero che la madre non biologica – in quanto tale – astrattamente non vanta alcun diritto nei confronti dei minori, ma è anche vero che quei bambini sono cresciuti con entrambe le mamme.

L’unica via d’uscita è interpellare la Corte Costituzionale. E così procedono; partendo dalle censure mosse dai giudici di primo grado sulla presunta illegittimità costituzionale dell’art. 337 ter c.c., i Giudici osservano che l’articolo in questione – QUI l’art. – fa riferimento alla figura generica di genitore inteso come biologico, escludendo, quindi, il genitore sociale.

genitore-sociale

IL VERDETTO. La Consulta, che si è espressa sul caso, ha stabilito che l’art. 337 ter c.c. non viola la Costituzione. Secondo la Corte Costituzionale, infatti, il genitore sociale viene ampiamente tutelato dai dettati del Codice civile. La disposizione incriminata, infatti, non tutela solamente la figura del genitore biologico ma – alla luce anche delle recenti riforme legislative – pure quella del genitore sociale, ossia del genitore non biologico.

Il genitore biologico, secondo la Consulta, è pur sempre un genitore: sebbene quest’ultimo non abbia contribuito fisicamente all’atto di procreazione, è pur vero che ha accudito il figlio come un qualsiasi genitore biologico; di conseguenza, negare il diritto di visita, sarebbe lesivo dell’interesse del  minore stesso.

A supportare tale tesi, infine, è la disposizione stessa dell’art. 337 ter c.c. L’articolo, infatti, non fa riferimento alla figura del genitore prettamente biologico; la parola “genitore” sembra piuttosto far trapelare una nota colorata, quasi di dolcezza, facendo intendere quella figura di riferimento per il minore che non può essere eliminata dalla sua vita.

La Corte pare quasi accogliere un detto…che in molti condividono e che ha ispirato generazioni e generazioni..

i figli sono di chi li cresce, non di chi li fa!

Rosa d’Aniello

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner