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I giovani ed il sexting

Da tempo tra i giovanissimi (e no) spopola il “sexting“.

Il termine, nato dall’unione dei dei vocaboli inglesi sex e texting, indica lo scambio di messaggi ed immagini a sfondo sessuale.

Complici dell’allarmante diffusione di questo tipo di interazioni, da un lato, gli accessoriatissimi smartphone, tablet e pc di cui liberamente dispongono anche minori in assenza di un’adeguata supervisione dei genitori, dall’altro la volontà di apparire in una società che, nonostante sembri promuovere modelli di vita sessualmente disinibiti, finisce poi per puntare il dito e colpevolizzare chi  – vuoi per scelta, vuoi per ingenuità – questi modelli incarna.

Il sexting tra i giovani

L’ampia diffusione del sexting preoccupa maggiormente se si pensi che, come emerso da diverse ricerche, il fenomeno in Italia coinvolge ben 1 minore su 4, a partire dagli 11 anni.

Molti affermano di sentirsi sicuri perchè destinatario dell’invio è una persona fidata.

Ma la cronaca è allarmante: dalla certezza di amore eteno al revenge porn (diffusione del materiale hard inerente all’ex partner) il passo è breve e non dev’essere sottovalutato.

E’ emerso che uno degli strumenti più utilizzati dai giovani per fare sexting è l’applicazione Snapchat.

Uno strumento di interazione che permette lo scambio immediato di messaggi, video ed immagini con la possibilità di applicare un limite temporale per la visualizzazione degli stessi.

In altri termini, i giovani si sentono protetti nello scambiare materiale hard attraverso l’app per il solo fatto che, dopo la visualizzazione da parte del destinatario per un breve lasso temporale, l’immagine viene automaticamente rimossa.

Ma questo basta a proteggersi?

Certamente no ! L’interlocutore può, in ogni caso, salvare l’immagine attraverso uno screenshot con il rischio che la stessa venga ulteriormente condivisa o immessa in rete.

Rischi connessi al sexting una lesione della propria privacy lesiva della propria dignità, che può sfociare nella violenza, nel bullismo e nel cyberbullismo, nonché la probabilità per i minori di finire nella rete della pedopornografia.

Occorre attenzionare l’educazione affettiva, sessuale e tecnologica dei giovani affinché, lontani da bigottismi di sorta, possano scoprire con un’adeguata consapevolezza la propria sessualità, lontani dai rischi di condotte ingenuamente ritenute “innocue” ma che potrebbero, invece, inficiarne l’esistenza.

Genitori e figli devono prendere atto dei rischi di un errato utilizzo dei moderni strumenti di comunicazione ed approntare le dovute cautele.

Domenica Maria Formica

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