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Giudici di pace e magistrati onorari in sciopero, slittano il 60 % delle udienze

Da oggi fino al 6 ottobre i giudici di pace e magistrati onorari saranno in sciopero. L’ennesimo proclamato quest’anno per tentare di bloccare la riforma della delle toghe onorarie voluta dal guardasigilli.

La riforma della magistratura onoraria –  denunciano infatti le associazioni di categoria –  da un lato raddoppia i carichi di lavoro dei giudici di pace e dei magistrati onorari nei tribunali e nelle procure,  e, dall’altro, ne vieta l’utilizzo per più di due giorni alla settimana. L’effetto, preconizzano i magistrati onorari, sarà quello di dilatare a tal punto la durata dei processi da«dissuadere chiunque ad intentare una causa». In questo modo, prosegue il comunicato, verrebbe portata avanti «l’opera di privatizzazione della Giustizia, che da funzione pubblica suprema è destinata a trasformarsi in un mercato privato di lobby e grandi imprese che controlleranno quelli che, con ipocrisia, questo Governo chiama strumenti alternativi al processo, a scapito dei cittadini che si vedranno preclusa ogni possibilità di far valere i propri diritti dinanzi a un giudice terzo e indipendente»

Mentre per un’altra settimana incroceranno le braccia, i giudici di pace ricordano che la loro battaglia sta andando avanti anche dinnanzi alle Istituzioni europee: la questione dei magistrati onorari italiani è infatti all’esame finale della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, che il 22 novembre assumeranno le loro determinazioni in sede di Commissione per le petizioni. «Gli scioperi –  conclude la nota – continueranno in tutti i mesi a venire, sin quando nel Paese non tornerà la normalità democratica e la questione Giustizia verrà affrontata nella corretta ottica di pubblica funzione irrinunciabile dello Stato».

 

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