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I giudici USA tornano a sfidare Trump: il nuovo “Travel ban” è sempre un “Muslim ban”

 “dettato da animosità religiosa che viola il primo emendamento per tutela gruppi religiosi”

     Washington, 16 mar. – Nel bloccare, a poche ore dalla sua entrata in vigore, il nuovo travel ban di Donald Trump il giudice federale di Honolulu ha specificato che il nuovo decreto esecutivo conserva “elementi provati di animosità religiosa”. E nella sua sentenza il giudice Derrick Watson cita a prova di questo le stesse promesse di un muslim ban, un divieto diretto contro gli islamici, fatte da Trump durante la campagna elettorale che i legali della sua amministrazione avevano chiesto che non venissero presi in considerazione durante il procedimento.

     “Una revisione di questo background ha reso chiaro perché il governo desideri che il focus sia interamente sul testo dell’ordine esecutivo piuttosto che sul suo contesto che include elementi provati ed inconfutati di animosità religiosa all’origine della promulgazione di questo ordine esecutive e del suo collegato predecessore”, ha scritto Watson.

     Il giudice ha quindi argomentato che bloccare l’ingresso ai cittadini di sei Paesi a maggioranza musulmani e fermare i programmi di accoglienza dei profughi è una violazione della clausola del Primo emendamento che rende incostituzionale per il governo sfavorire alcuni gruppi religiosi.

E per provare quella che definisce l’animosità nei confronti dell’Islam, il giudice cita alcune dichiarazioni rilasciate da Trump: un’intervista con la Cnn di un anno fa in cui affermò che “l’Islam ci odia” ed un’altra con la Nbc dello scorso luglio in cui ribadì di non far marcia indietro dall’annunciato muslim ban.

     Ed a proposito della promessa elettorale d Trump, Watson scrive che “non c’é niente di velato in un comunicato stampa intitolato ‘Donald Trump invoca un completo e totale stop all’ingresso dei musulmani negli Stati Uniti”, riferendosi alla dichiarazione del dicembre del 2015.

     Il giudice ha smontato anche l’argomento che il nuovo bando, che i legali della Casa Bianca hanno scritto per settimane dopo che all’inizio di febbraio era stato fermato dai giudici federali il primo ordine esecutivo, superi i problemi legali che erano stati riscontrati nel primo. Ed anche a questo proposito cita dichiarazioni stampa rilasciate da Trump e da suoi consiglieri, come Stephen Miller che ha dichiarato che questo bando “ha lo stesso risultato pratico” del primo.

     (Nut/AdnKronos)

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