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Giustizia: ANM, passo indietro, legge sull’efficienza di dubbia costituzionalità

«Il settore giustizia, per effetto di questa legge di dubbia costituzionalità, oggi ha compiuto un grande passo indietro». Così, in una nota, L’Associazione nazionale magistrati commenta l’approvazione definitiva , da parte del Senato, del decreto sull’efficienza della giustizia.

«La conversione in legge, avvenuta senza le modifiche che avevamo segnalato, necessarie per rendere razionale il provvedimento, così come la stessa scelta di porre la fiducia ci disorientano – denuncia l’Anm – Avevamo evidenziato i possibili profili di illegittimità costituzionale del decreto legge, come peraltro rilevato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, eppure di tutto ciò non si è affatto tenuto conto, con le prevedibili conseguenze derivanti dai ricorsi che saranno presentati dai colleghi discriminati dalla norma che ha prorogato l’età pensionabile solo per pochi. Così come – osserva il sindacato delle toghe – sottolineiamo che, in materia di legittimazione ai trasferimenti, è passato, per i magistrati più giovani, un emendamento inutile, la tipica norma che non si applica a nessuno, sintomo di improvvisazione legislativa».

     «Benché avessimo chiesto di rinviare la discussione sul provvedimento all’esito dell’incontro fissato per lunedì 24 con il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia – ricorda l’Anm – dobbiamo nostro malgrado registrare che, non solo non si è tenuto conto del fatto che tra i temi della riunione vi era proprio il provvedimento oggi divenuto legge, ma appena cinque giorni prima della riunione il dl è stato frettolosamente convertito senza discussione parlamentare».

     «Siamo convinti che si sia persa una buona occasione per correggere un provvedimento affrettato nel metodo e inidoneo, nel merito, a raggiungere le finalità che si era prefissato, poiché – conclude la nota – né razionalizza né rende più efficace l’attività degli uffici giudiziari».

     (Sin/AdnKronos)

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