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Agenda giustizia, ecco le priorità del ministro Orlando per il 2017

Con l’Atto di indirizzo per il 2017 il guardasigilli Andrea Orlando ha fissato le priorità politiche da realizzarsi nel corso del prossimo anno. La cosiddetta Direttiva 2017 chiude l’ultimo triennio di programmazione ed è finalizzata a proseguire e rafforzare le scelte di indirizzo politico già assunte nei due anni precedenti allo scopo «di consentire alla macchina giudiziaria di riprendere a funzionare adeguatamente». Il ministro rivendica con orgoglio i passi avanti fatti nel corso dell’ultimo triennio: «non possiamo nasconderci che le condizioni di partenza, nell’anno 2014, erano per il sistema giustizia assolutamente allarmanti, in tutti i settori: dal sovraffollamento delle carceri all’arretrato civile, dalla carenza di personale all’inadeguatezza degli strumenti tecnologici ed informatici a disposizione dei magistrati, così da costituire un freno alla crescita economica del Paese». Nonostante gli obiettivi raggiunti, tuttavia, per garantire un servizio giudiziario «moderno, efficiente ed efficace», il ministro annuncia che sarà necessario «assicurare un giusto mix di interventi normativi e di innovazione organizzativa, tanto a livello centrale che periferico». Per realizzare gli obiettivi programmati, inoltre, il guardasigilli assegna un ruolo centrale alla nuova Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione. Si tratta di una struttura dirigenziale temporanea della Conferenza dei Capi Dipartimento con funzioni di programmazione, indirizzo e controllo prevista dal nuovo Regolamento di organizzazione del Ministero (DPCM 84/15).

Quattordici le direttrici portanti che orienteranno la gli interventi operativi di via Arenula per l’anno 2017. E, in particolare, riguardano:

  1. le politiche per l’efficienza gestionale;
  2. la razionalizzazione e l’innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero;
  3. il miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa;
  4. la razionalizzazione delle risorse;
  5. la diffusione dei progetti di innovazione per gli uffici giudiziari e le altre articolazioni territoriali del ministero;
  6. nuovi percorsi di dialogo con l’Avvocatura e le altre professioni per il perseguimento di diversi prioritari obiettivi;
  7. l’incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali;
  8. il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti;
  9. una nuova politica per la giustizia minorile;
  10. l’esecuzione penale esterna;
  11. il rafforzamento della tutela delle vittime di reato;
  12. la costruzione di un nuovo modello detentivo;
  13. l’attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione;
  14. il rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale.

Clicca qui per leggere l’atto di indirizzo sottoscritto dal ministro.

(Amer)

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