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Graffitismo e copyright: McDonald’s nel mirino dei writer

 

McDonald’s potrebbe dover pagare Jean Berrau, ex compagna dell’artista Dash Snow, per violazione del diritto d’autore. Oggetto della violazione questa volta non sono un’opera letteraria o musicale, ma alcuni graffiti presenti sul tessuto urbano newyorkese.

Dansh Snow, parente dell’attrice Uma Thurman, acquista notorietà nel 2007 grazie ad un articolo dedicatogli dal New York Time, da quel momento si firma con lo pseudonimo SACE ed espone in diverse gallerie d’Europa e degli Stati Uniti. Artista e “graffitaro” ribelle, realizza anche performance ed installazioni, fotografa la quotidianità newyorkese dei senzatetto, della droga, del randagismo, raccontando quella deriva sociale diversa dalla bellezza impressa di solito sulle pellicole.

Morto nel 2009 a soli 27 anni per overdose, le sue opere  sono tuttora presenti nelle collezioni permanenti del Whitney Museum di New York City e della Royal Academy di Londra.

In quale modo gli interessi di Snow e della maggiore catena di ristoranti nel mondo vengono in conflitto?

Ebbene, di recente McDonald’s ha utilizzato molte delle riproduzioni dell’artista per un rinnovamento del design realizzato in diverse sedi tra cui Francia, Asia e Regno Unito.

L’ex responsabile del brand per l’Europa ha spiegato che tali installazioni  avrebbero il pregio di attirare i consumatori più giovani poiché fanno uso di «un linguaggio simile a quello dei graffiti per ricordare alla gente che McDonald’s è un marchio di strada».

Immediatamente, contro la celebre catena di fast food, è stata presentata una denuncia per violazione di copyright dall’ex compagna del writer Jean Berreau (ora anche amministratrice legale dei suoi beni) presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti, con la richiesta di immediata rimozione dei tag SACE.

Non è la prima volta, oltretutto, che Mc Donald’s viene accusata di aver violato il copyright.

Fu un altro writer, quasi un anno fa, a citare in giudizio l’azienda con la stessa accusa di aver utilizzato uno dei suoi graffiti realizzato a Brooklyn, in Bartlett Street.

 

Insomma, inutile dire che Mc Donald’s rigetta ogni accusa e, nel frattempo, sembra abbia riportato un aumento del 9% delle vendite nelle sedi soggette al restyling!

Generalmente abituati a pensare al writing come espressione abusiva ed illegale, apparentemente non soggetto a copyright perché pubblico, molti dovranno ricredersi. Sussiste non solo un diritto di paternità dell’opera ma anche di utilizzazione economica, come in questo caso, in capo all’autore.

Maria C. Cucuzza

 

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