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Gratuito patrocinio, al via la compensazione dei crediti con i debiti fiscali

 

Finalmente i crediti derivanti dall’attività svolta attraverso il gratuito patrocinio potranno essere oggetto di compensazione con i debiti fiscali.

Piuttosto che aspettare le calende greche per ottenere il pagamento, il d.m. 15 luglio 2016 consente agli avvocati che vantano crediti per spese, diritti e onorari  sorti per aver svolto attività professionale con il patrocinio a carico dello Stato «in qualsiasi data maturati e non ancora saldati» potrà utilizzarli a scomputo dei debiti fiscali relativi a imposte e tasse, compresa l’imposta sul valore aggiunto, nonché per il versamento dei contributi previdenziali mediante cessione, anche parziale, del credito.

La circolare diramata nei giorni scorsi dal ministero della giustizia chiarisce meglio come.

Innanzitutto, i crediti da portare in compensazione devono essere liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento e non devono risultare pagati, neanche parzialmente.

Inoltre, deve essere stata emessa «fattura elettronica […] ovvero fattura cartacea registrata sulla piattaforma elettronica di certificazione» dei crediti (PCC), attraverso la quale «il creditore deve esercitare l’opzione di utilizzare il credito in compensazione” (per l’intero importo della fattura). Tale opzione, per l’anno 2016 potrà essere esercitata dal 17 ottobre al 30 novembre, mentre a regime, a decorrere cioè dall’anno 2017, andrà esercitata dal 1° marzo al 30 aprile di ciascun anno.

La selezione dei crediti ammessi alla procedura di compensazione avviene attraverso la piattaforma elettronica di certificazione (c.d. PCC, per accedere clicca qui ) , la quale in sintesi:

  • seleziona, “fino a concorrenza delle risorse annualmente stanziate dall’art. 1, comma 779, della legge”, le fatture per le quali è stata esercitata l’opzione e resa la dichiarazione di cui all’art. 3, comma 5, per l’ammissione alla procedura di compensazione (ferma restando la possibilità per l’avvocato, in caso di esclusione, di esercitare l’opzione e rendere la dichiarazione di cui all’art. 3, comma 5, negli anni successivi);
  • comunica ai creditori, per ciascuna fattura, l’ammissione alla procedura di compensazione attraverso la piattaforma;
  • trasmette all’Agenzia delle entrate, entro cinque giorni dalla scadenza del termine per l’esercizio dell’opzione, “l’elenco dei crediti ammessi alla procedura di compensazione, con il codice fiscale del relativo creditore e l’importo utilizzabile in compensazione”.

(Amer)

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