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Guarda come dondolo! Risarcimento del danno al minore caduto dall’altalena

Risarcimento del danno al minore caduto dall’altalena

Quali sono le più comuni raccomandazioni che i genitori fanno ai figli poco prima del suono della campanella? Ogni anno, dal primo giorno di scuola, di generazione in generazione si tramanda il tipico vademecum che va dal generico “stai attento!”, passa attraverso il più mirato “non correre”, giungendo infine al classico “non accettare caramelle dagli sconosciuti”.

Ebbene, nonostante gli avvertimenti di mamma e papà, quid iuris se il bambino cade dall’altalena durante l’orario scolastico?

Il caso: a scuola la bambina cade dall’altalena

Innanzitutto i genitori, quali esercenti la potestà (oggi responsabilità genitoriale) sulla minore, hanno convenuto in giudizio il Ministero della Pubblica Istruzione, il Provveditorato agli studi e la Direzione didattica della scuola materna coinvolta nell’infortunio, chiedendo la condanna al risarcimento dei danni subiti.

Nonostante il Ministero, per sostenere l’assenza di responsabilità in capo all’insegnante, abbia dato risalto all’imprevedibilità del gesto della bambina, la domanda risarcitoria è stata accolta dal Tribunale e, poi, confermata dalla Corte d’Appello.

Avverso la decisione di condanna al pagamento di una somma di denaro, però, il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della ricerca propone ricorso per Cassazione, evidenziando che il giudice di merito non ha tenuto conto dell’esimente del caso fortuito.

altalena-ombraLa Corte di Cassazione definisce i confini applicativi degli artt. 2048 e 2059 c.c.

Tuttavia, con sentenza n. 18746/2016, la terza sezione civile della Corte di Cassazione sottolinea, che dall’impianto probatorio acquisito al processo non si evince una prova liberatoria (art. 2048, co. 3° c.c.) idonea a sostenere che l’evento è stato determinato da un fatto non imputabile all’amministrazione scolastica.

La responsabilità per culpa in vigilando, infatti, può venir meno laddove venga dimostrato che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile all’istituto scolastico; ciò a conferma del regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c, stante lo specifico obbligo di protezione che l’insegnante assume nei confronti dell’allievo (Cass., Sez. Un., n. 9346/2002).

Inoltre, con riguardo al quantum risarcibile, aver liquidato il danno morale alla bambina caduta dall’altalena non significa -come, invece, sostiene il ricorrente- aver erroneamente creato una sotto-categoria appartenente al danno biologico, quale genus insuscettibile di suddivisione in voci distinte.

L’unitaria natura del danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 c.c., infatti, va posta in relazione alla lesione di ogni interesse costituzionalmente protetto che non si presti ad una valutazione economica (Cass., Sez. Un., n. 26972/2008).

Il giudice di merito, infine, deve necessariamente vagliare tutte le conseguenze pregiudizievoli causate dall’evento, purché si evitino forme di overcompensation tali da sfociare in ingiustificate duplicazioni risarcitorie. La portata onnicomprensiva della liquidazione, dunque, mai può comportare l’attribuzione di nomen diversi a pregiudizi sostanzialmente identici.

A scuola, dunque, massima attenzione…per evitare di andare “tutti giù per terra” durante la lezione!

Claudia Cascio

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