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Horizon 2020 e Sme Instrument: l’innovazione passa dall’intraprendenza, anche per i professionisti

E’ ormai cosa nota – soprattutto ai social-appassionati di aforismi celebri – che è possibile inquadrare il concetto di “crisi” nella duplice accezione di pericolo ed opportunità.

Liberi professionisti, consulenti e più in generale, soggetti “condannati” alla Partita Iva, sono certamente tra le categorie che hanno accusato il colpo dell’ormai permanente recessione degli ultimi anni, trovandosi costretti, loro malgrado, a fare di necessità virtù e reinventarsi al fine di mantenere lo status quo.

La programmazione dei finanziamenti dell’Unione Europea, mista con alcune previsioni del diritto ‘interno’ ai diversi Paesi, tende così a fornire delle vie per ripensare la professione nei contenuti e nel suo inquadramento a livello giuridico, al fine di dare ossigeno alle categorie più disagiate, premiando l’intraprendenza, soprattutto dei più giovani.

Horizon 2020, programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico, varato dalla Commissione UE a fine 2013, sta ormai avviandosi a diventare uno dei mezzi principali nella prospettiva di investimento e (ri-)valorizzazione di alcuni tra i settori più di prospettiva, dunque decisivi per lo slancio futuro del mercato unico europeo. Il programma, che abbraccia tra le discipline più svariate, prevede una serie di finanziamenti da erogare prevalentemente alle Piccole-Medie Imprese (PMI) al fine di sostenere progetti di innovazione e ricerca scientifica per il periodo 2014-2020.

Di specifico interesse per i professionisti, sempre nell’ambito del più noto H2020, è lo Sme Instrument previsto ai sensi dell’art.22 del Regolamento UE n.1219/2013 e composto da tre fasi strutturate ad hoc per valutare e permettere l’accesso al finanziamento delle PMI: (1) Lump sum (somma forfettaria) per esplorare la fattibilità ed il potenziale commerciale dell’idea progettuale; (2) Grant (sovvenzione) per attività di R&D con focus sulle attività dimostrative; (3) Misure di supporto ed attività di networking per lo sfruttamento dei risultati.

Lo Sme Instrument permettendo l’accesso al finanziamento alle PMI, si pone l’obbiettivo di accompagnarle nelle diverse fasi che partono dall’idea, passano per lo sviluppo del prototipo e giungono al risultato finale che porta alla commercializzazione del prodotto.

Il programma prevede una serie di finanziamenti indiretti (e non sovvenzioni) dall’oggetto più svariato e possono arrivare a coprire forfettariamente il 70% dei costi eleggibili (diretti ed indiretti) attraverso un prefinanziamento di circa il 40% della somma prevista ed un pagamento a saldo del rimanente.

Le attività finanziabili, oggetto dei bandi della prima fase, comprendono la valutazione dei rischi e studi di mercato, la gestione della proprietà intellettuale, lo sviluppo della strategia di innovazione, la descrizione di eventuali partner, la fattibilità del concept per stabilire un solido progetto di innovazione ad alto potenziale allineato alla strategia aziendale e con una dimensione europea. Proprio questa impostazione e la portata dell’oggetto dei finanziamenti, apre un nuovo scenario anche per professionisti e consulenti. Non è un caso che in Italia, con la legge di stabilità 2016, i professionisti siano stati equiparati alle PMI in quanto soggetti esercenti una attività economica a prescindere dalla forma giuridica rivestita. Questo passaggio promosso proprio per adattare la realtà interna al nostro paese a quanto era già stato previsto in H2020, permette ai professionisti stessi di divenire soggetti interessati ai bandi dei programmi UE, aprendosi, anche in ambiti che d’impatto appaiono più tradizionali rispetto ad altri, nuovi scenari di innovazione.

Nel concreto, il professionista sarà chiamato a costruire un business plan redatto secondo uno standard europeo e le domande (da presentarsi esclusivamente in via telematica sul portale di H2020, previa registrazione) saranno valutate in maniera oggettiva secondo uno scoring predefinito e molto preciso, che permette anche tempi di risposta estremamente rapidi per dare, in caso di rigetto, la possibilità di presentare nuove ed ulteriori domande di finanziamento.

I nuovi programmi di finanziamento UE sono impostati sulla necessità di aumentare l’occupazione favorendo l’innovazione, cosa questa che richiede l’intraprendenza e lo sguardo verso il futuro delle nuove generazioni, anche e soprattutto di professionisti. Stay hungry, stay foolish.

Francesco Donnici

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