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I referendum più significativi della storia della Repubblica Italiana

Ieri gli italiani sono stati chiamati a partecipare ad uno dei referendum più  discussi degli ultimi anni. Grandissima l’affluenza alle urne, con i risultati che ormai tutti conosciamo: quasi il 60% degli elettori ha respinto la riforma costituzionale fortemente voluta dal Presidente del Consiglio e ha votato NO. Quali saranno gli effetti di lo vedremo nei prossimi giorni. Certo è che l’istituto del referendum, dal dopoguerra ad oggi, ha fortemente segnato la storia del nostro Paese, a partire da quello istituzionale del 1946 dove il popolo italiano ha scelto fra monarchia e repubblica.

 Referendum istituzionali e costituzionali della storia italiana

La prima volta che i cittadini italiani sono stati chiamati ad esprimere in proprio voto  a suffragio universale è stata proprio quando hanno votato per il referendum del 1946,  quando bisognava scegliere tra monarchia e repubblica, ed ebbe risultati ben noti: il 45,7% degli Italiani si espresse a favore della monarchia, il 54,3% della Repubblica.

Dopo quello del 1946, il primo referendum consultivo/di indirizzo della storia della Repubblica Italiana è quello del 1989, sul conferimento del mandato costituente al Parlamento europeo; il referendum, in quanto non previsto dalla Costituzione, necessitò dell’approvazione della legge costituzionale numero 3 del 1989 e vide l’approvazione dell’80,7% dei votanti contro quella del 12%.

Infine prima di quello di ieri vi sono stati due referendum costituzionali rispettivamente nel 2001 e nel 2006. Quello del 2001 riguardò la modifica del Titolo V della Costituzione: alle votazioni vinsero i SI e quindi la legge costituzionale fu promulgata, tuttavia nel 2006, durante il governo Berlusconi (per altro ultimamente piuttosto richiamato all’attenzione, con riferimento al referendum di quest’anno) si verificò lo scenario opposto, e la legge venne respinta.

Referendum abrogativi: i più significativi

Per quanto riguarda invece i referendum abrogativi, sicuramente quelli più noti sono stati i seguenti:

1974, referendum sul divorzio: i cittadini italiani sono stati chiamati a esprimersi sul voler mantenere o meno la legge sul divorzio (legge Fortuna-Baslini) in vigore dal 1970. Il 59,3% si espresse per mantenere in vigore la legge, il 40,7 votò invece per l’abrogazione. Il quorum fu raggiunto.

1978, referendum sul finanziamento pubblico ai partiti: l’81,2 % degli aventi diritto si recò alle urne e il 56,4% ha votato contro l’abolizione del finanziamento, mentre il 43,6% si espresse favorevolmente. Il quorum fu raggiunto.

ab1981, referendum sull’aborto: vi furono due differenti quesiti referendari, il primo presentato dai radicali che voleva rendere l’accesso all’aborto meno complicato, e il secondo presentato dal “Movimento per la vita” che aveva come obiettivo l’aggiunta di limitazioni alla normativa vigente. In entrambi i casi hanno vinto i NO. ll quorum fu raggiunto.

1991, referendum sulla riduzione delle preferenze alla camera dei deputati (cd referendum Segni): il 95,6% dei votanti si espresse a favore della riduzione, e solo il 4,4% votò contro. Il quorum fu superato con il 62,5 degli elettori.

1993, referendum sul finanziamento pubblico ai partiti: gli Italiani furono chiamati ad esprimersi sul finanziamento pubblico ai partiti. Il quesito, presentato dal partito Radicale, vide il 90,3% degli elettori favorevoli all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti contro il 9,7% dei restanti votanti. Il quorum fu raggiunto.

1995, referendum sulla privatizzazione rai: i cittadini italiani si espressero a favore dell’abrogazione della legge che rendeva pubblica la Rai: Il 54,9% votò a favore mentre il 45,1% si espresse contro. Il quorum fu raggiunto.

2001, 12 e 13 giugno, referendum sulla gestione dei servizi pubblici, sull’acqua pubblica e sull’energia nucleare: gli elettori italiani furono chiamati a dire la loro sulle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, sulla terminazione della tariffa del servizio idrico integrato e sull’abrogazione delle nuove norme che consentivano la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. Il quorum fu raggiunto con il 54,8% degli aventi diritto e tutti i quesiti referendari vennero approvati, con oltre il 90% degli elettori favorevole.

2016, 17 aprile, referendum sulle trivelle: infine quest’anno particolarmente discusso è stato anche il referendum che ha chiesto agli italiani se volessero abrogare la parte di una legge che permetteva a chi ha ottenuto concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro 12 miglia dalla costa di rinnovare la concessione fino all’esaurimento del giacimento. Con l’affluenza del 31,2 % dei votanti, il referendum non è stato valido: l’85,5% ha votato a favore mentre solo il 14,2% contro.

Cristina Ciulla

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