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Il Parlamento europeo ratifica l’accordo sul clima

Con 610 voti a favore, 38 contrari e 31 astenuti il Parlamento europeo ha ratificato l’accordo sul clima di Parigi.

Dopo un incontro tenutosi il 30 settembre tra i ministri dell’ambiente dei 28 Stati membri e grazie a una procedura eccezionale, oggi, l’Unione Europea ha ratificato l’accordo sul clima. Così dopo gli Stati Uniti, la Cina e di recente anche l’India, la UE ritorna in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. La procedura d’urgenza è stata attuata perché alcuni dei Stati membri non avevano ancora avviato concretamente l’iter di ratifica dell’accordo, tra i quali l’Italia. Mentre Francia, Slovacchia, Austria, Ungheria, Malta, Portogallo e Germania, invece, hanno concluso il percorso nazionale e sono pronte a presentare gli strumenti alle Nazioni Unite.

accordo sul clima, cosa accadrà?

Il Consiglio dell’Unione Europea dovrà adottare formalmente la decisione attraverso un procedimento d’urgenza scritto, permettendo così agli Stati membri che hanno convalidato l’accordo a livello nazionale di poter presentare gli strumenti di ratifica. Il tutto dovrebbe avvenire il 7 ottobre presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di New York.

L’impegno della UE, insieme a quello dell’India e degli altri Stati del mondo che hanno dimostrato concretamente di essere sensibili al tema, permetterà all’accordo di entrare in vigore nei tempi stabiliti.

Questo sarebbe potuto accadere il 21 settembre, quando durante l’Assemblea generale delle Nazioni Uniti l’accordo è stato ratificato da 60 Paesi, produttori però solamente del 47,5% delle emissioni di gas serra mondiali. Per cui per raggiungere la soglia indispensabile per l’entrata in vigore dell’accordo mancavano il 7,5% di emissioni.

Oggi, anche grazie all’Unione Europea, il limite imposto del 55% delle emissioni di gas a effetto serra sarà raggiunto e l’accordo di Parigi potrà entrare in vigore tra 30 giorni, quindi in tempo per la Conferenza sul clima di Marrakech (COP22) che si terrà dal 7 al 18 novembre.

accordo sul clima, manifestazioni di entusiasmo: Juncker, Schulz e Pittella

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea ha manifestato entusiasmo per il risultato raggiunto, «oggi l’Unione Europea ha trasformato l’ambizione in azione per il clima. Oggi abbiamo continuato a dar prova di leadership e dimostrare che, insieme, possiamo fare in modo che l’Ue riesce a portare a termine i suoi obiettivi».

Anche Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo ha dichiarato che «l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi meno di un anno dopo la sua firma è un risultato enorme, mentre ci sono voluti otto anni per il protocollo di Kyoto. Il voto di oggi significa anche che l’UE resta un leader nella lotta al cambiamento climatico.»

Gianni Pittella, europarlamentare e presidente del gruppo Socialisti e Democratici (S&D) sostiene che «l’Europa deve essere un progetto al servizio di una vita migliore e non un insieme di arguzie giuridiche. Oggi abbiamo una responsabilità storica, la onoreremo, ma dobbiamo fare di più. Dobbiamo anche darci altri impegni, tradurre le cose scritte, decise e convenute e darci impegni ancora più ambiziosi. La Terra non ci appartiene, siamo noi che le apparteniamo e abbiamo il dovere di preservarla e trasmetterla ai nostri figli».

Maria Rita Corda

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