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Incidente stradale, la sosta breve è sinonimo di fuga?

Risponde del reato di fuga, previsto dall’art. 189 comma sei del Codice della strada chi, a seguito di incidente, si ferma e risolleva lo scooter urtato, allontanandosi poi immediatamente. Questo e’ il principio stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 53325 del 15 novembre 2016.

Incidente, come comportarsi?

La distrazione alla guida può essere estremamente pericolosa, ma altrettanto pericoloso e’ il panico in caso di incidente. La paura, in questi casi, può portare serie conseguenze, come quelle che si hanno quando non ci si ferma dopo un sinistro.

Come bisogna comportarsi in questi casi? Ce lo dice il Codice della Strada.

L’art.189 del detto codice, impone all’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona (comma 1) e punisce chiunque, in caso di incidente con danno alle persone, non ottemperi all’obbligo di fermarsi (comma 6) e di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite (comma 7).

Dalla lettura della norma emergono due comportamenti penalmente rilevanti: la fuga (comma 6) e l’omissione di assistenza (comma 7).

Il reato di fuga

A differenza dell’obbligo di prestare assistenza, la cui effettività è subordinata ad un concreto stato di bisogno della vittima dell’incidente, il reato di fuga si perfeziona istantaneamente nel momento in cui il conducente del veicolo investitore non rispetta l’obbligo di fermarsi, ponendo in essere, con il mero allontanamento, una condotta contraria alla legge.

La ratio dell’obbligo di fermarsi, indipendentemente dall’aver ferito o meno il soggetto investito, risiede nella necessita’ di verificarne le condizioni, ma anche di consentire l’identificazione del responsabile e la ricostruzione della dinamica, ecco perché il reato si perfeziona istantaneamente.

Come afferma la Cassazione, il reato di fuga è un reato omissivo di pericolo, per la cui configurabilità è richiesto il dolo, che deve investire essenzialmente l’inosservanza dell’obbligo di fermarsi in relazione all’evento dell’incidente concretamente idoneo a produrre eventi lesivi alle persone, e non anche l’esistenza di un effettivo danno per le stesse.

Una sosta breve scongiura il reato di fuga?

Alla luce della giurisprudenza di Cassazione, la risposta e’ negativa. Risponde infatti  del reato di fuga il soggetto che, coinvolto in un sinistro con danni alle persone, effettui soltanto una sosta momentanea, insufficiente a garantire l’adempimento degli obblighi di fermarsi e fornire le proprie generalità ai fini dell’identificazione e del risarcimento danni (Cassazione, Sezione Quarta, 33335/2015).

Conformemente al consolidato orientamento, la Suprema Corte conferma la configurabilità del reato di fuga anche nella recente sentenza in esame.

Nel caso in questione, l’automobilista, a seguito dell’incidente, era sceso dalla propria vettura, aveva aiutato il malcapitato motociclista a rialzare da terra lo scooter e, con la scusa di parcheggiare meglio la propria autovettura, si era allontanato dandosi alla fuga.

La Cassazione ha quindi ritenuto legittimo l’operato dei giudici d’Appello  «poiché l’imputato si era allontanato dal luogo dell’incidente dopo essersi solo apparentemente fermato, tanto che la sua identificazione è stata possibile solo in base al numero di targa rilevato da altri, disinteressandosi delle condizioni del ragazzo e delle lesioni che potevano essere conseguite alla caduta a terra». E’ evidente quindi che il reato di cui all’art 189 comma 6 del CdS è perfettamente integrato in tutti i suoi elementi, compreso l’elemento psicologico del dolo.

In caso di incidente è necessario, quindi, non allontanarsi e prestare i soccorsi necessari.

Maria Rosaria Pensabene

 

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