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Indennizzo per le vittime di reati: Orlando, Italia condannata dall’Ue per carenze superate ma adesso è in regola

«La sentenza odierna della Corte di Giustizia europea, con la quale si conferma il principio secondo il quale tutti i crimini violenti intenzionali devono dare accesso a un indennizzo dopo il processo penale, condanna per inadempienza l’Italia a causa della situazione normativa vigente al momento della procedura di infrazione della Commissione Europea (2011) e del conseguente deferimento davanti alla Corte di Lussemburgo (2014)», ma adesso il nostro Paese ha le carte in regola. È quanto comunica il Ministero della Giustizia in una nota, a seguito della pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea di oggi.

L’Italia, si spiega nel dispaccio, ha proceduto alle necessarie modifiche normative che – « fatti salvi alcuni necessari aggiustamenti che ancora devono essere fatti» – le consentono di essere in linea con la direttiva europea (2004/80/CE). L’intervento è stato realizzato con la cosiddetta legge europea 2015-2016 (legge 7 luglio 2016, n. 122, articoli 11-16), che contiene appunto la disciplina per l’indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti.

«Si tratta ora – conclude il Ministero – di procedere con tempestività alla valutazione delle domande di indennizzo che verranno proposte, anche per fatti criminosi commessi prima dell’entrata in vigore della legge, in modo da recuperare il forte ritardo nel recepimento della direttiva europea e ridurre il sacrificio ai diritti individuali che in tutti questi anni si è consumato».

(Amer)

 

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