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Infedeltà fiscale dell’Avvocato, sì alla sanzione no alla cancellazione

Infedeltà fiscale dell’Avvocato, sì alla sanzione no alla cancellazione.

Una delle principali fonti di stress per gli Avvocati? La sanzione della cancellazione dall’Albo di appartenenza.

E del resto, dopo anni di studio, mesi di pratica ed esame finale, come biasimarli? Sembrerebbe un percorso ad ostacoli senza fine, e invece il traguardo esiste e consta nella meritata iscrizione all’Albo per l’esercizio della professione ( per chi voglia!).

Ma cosa succede se un Avvocato viene ritenuto responsabile di infedeltà fiscale? Può subire la sanzione della cancellazione?

A rispondere sono le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza del 20.09.2016 n. 18394.

Infedeltà fiscale dell’Avvocato. Il caso.

Il professionista in questione, imputato per i reati di cui al D. Lgs. N. 74 del 2000, art. 4 ( evasione imposte) e del D.Lgs. n. 385 del 1993, artt. 106 e 132 (effettuazione prestiti), vedeva il procedimento penale a suo carico concludersi, con sentenza di non luogo a procedere, per intervenuta estinzione dei reati per prescrizione.

Tuttavia nei suoi confronti residuava, per gli stessi fatti, il procedimento disciplinare per violazione dell’art. 15 cod. deon. ( nella sua vecchia formulazione, oggi artt. 16 e 29 codice deontologico) secondo il quale: “L’avvocato deve provvedere regolarmente e tempestivamente agli adempimenti dovuti agli organi forensi nonché agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigentihttp://www.codicedeontologico-cnf.it/?cat=4&paged=2

avvocato cancellazione

Ritenuto responsabile dal COA di Bari, gli veniva applicata la sanzione della cancellazione.

L’Avvocato, proponeva ricorso al Consiglio Nazionale Forense, il quale nel 2015 lo rigettava.

Secondo il CNF, giustamente il COA aveva usato, ai fini del decidere, il materiale acquisito nel procedimento penale, valutandolo autonomamente sotto il profilo dell’attitudine probatoria sul piano disciplinare.

Ritenuta provata la sussistenza dell’illecito contestato, rilevata l’entità dell’evasione e la non contestazione dell’attività di prestito, il CNF riteneva giustificata la sanzione della cancellazione applicata (http://www.codicedeontologico-cnf.it/GM/2015-21.pdf).

Avverso questa decisione, l’Avvocato ricorreva in Cassazione.

Infedeltà fiscale dell’Avvocato. Per la cassazione no alla cancellazione.

La Cassazione ha ritenuto infondati il primo dei due motivi del ricorso, relativo alla prescrizione dell’illecito; ma ha ritenuto fondato il secondo motivo relativamente alla sanzione irrogata.

Secondo la Corte, “La sanzione applicata dal CNF con la sentenza qui impugnata, deliberata il 25 ottobre 2013 e depositata in data 11 marzo 2015, non tiene, infatti, conto delle modificazioni introdotte dal codice deontologico forense, entrato in vigore il 15 dicembre 2014. Ai sensi della L. n. 247 del 2012, art. 65, comma 5, le disposizioni del codice deontologico si applicano anche ai procedimenti in corso se più favorevoli. Orbene, il nuovo codice deontologico forense non prevede la sanzione della cancellazione, applicata dal COA e confermata dal CNF con la sentenza qui impugnata.”. Motivo per cui la sentenza deve essere cassata con riferimento alla sanzione applicata.

Insomma, cari Avvocati, sembrerebbe che l’era dello stress per la sanzione della cancellazione sia superata… non rimane che evitare quella della radiazione!

Iolanda Giannola

 

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