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Inquinamento acustico: un passo verso il rispetto delle norme comunitarie

Una delle tematiche più care all’Unione Europea è la tutela dell’ambiente in tutti i suoi aspetti e il nostro paese deve adeguarsi alle direttive comunitarie in materia ambientale. Un passo verso l’armonizzazione del diritto italiano a quello comunitario è avvenuto con l’approvazione delle bozze di due decreti in materia di inquinamento acustico e rumore.

Il Consiglio dei Ministri, in data 13 febbraio 2017, ha approvato due bozze di decreti in materia di inquinamento acustico, accogliendo la proposta avanzata dal Ministero dell’Ambiente, Gianluca Galletti, in attuazione della delega di cui all’articolo 19 della Legge 30 ottobre 2014, n. 161 che mira ad armonizzare la normativa nazionale agli obblighi dell’ordinamento comunitario in tema ambientale.

Le principali novità introdotte con i due decreti sono le seguenti.

Inquinamento acustico: le principali novità introdotte dai decreti attuativi degli obblighi comunitari

Il primo decreto riguarda l’armonizzazione della normativa nazionale con la direttiva 2002/49/CE riguardante la determinazione e gestione del rumore ambientale. In particolare, la nuova normativa in modifica della precedente va a dare attenzione all’applicazione di valori limite per la valutazione  dell’inquinamento acustico e del rumore ambientale.

Viene prevista l’obbligatoria redazione della mappatura acustica entro luglio 2018 da aggiornare con cadenza quinquennale, cioè deve essere redatta una sorta di mappa del rumore acustico ambientale connesso ad infrastrutture di trasporto lineari, aeroportuali e marittime, impianti eolici ed attività sportive. Lo scopo della mappatura acustica è questo: in fase di progettazione di nuove infrastrutture in qualunque modo idonee a generare rumore acustico deve prima procedersi ad una valutazione di impatto acustico, tenendo presente la presenza di altre infrastrutture che concorrono all’immissione del rumore, quali risultanti da queste mappe acustiche.

Viene inoltre creata una nuova figura professionale: quella di tecnico competente in acustica, iscritto in appositi elenchi tenuti dal Ministero dell’ambiente. Per accedere alla predetta qualifica occorre una laurea  a indirizzo tecnico scientifico con la frequenza di master corsi o dottorati in materia di acustica nonché l’obbligatoria partecipazione a corsi di formazione professionalizzanti

Il secondo decreto armonizza invece la direttiva 2000/14/CE e interessa le macchine rumorose operanti all’aperto. Viene previsto l’obbligo di certificare la conformità delle macchine da parte di operatori accreditati dal Ministero dell’Ambiente, con l’ausilio di apposita strumentazione tecnica, con la precisazione che il personale incaricato dei controlli dovrà conseguire la qualifica di tecnico competente in acustica ambientale a seguito di un corso di formazione in acustica ambientale, sotto il controllo Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), con la previsione di ingenti multe per chi immette in commercio macchine che superano il livello di potenza sonora garantito.

Martina Scarabotta

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