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IRI, nuova imposta per tutte le imprese e professionisti

In arrivo con la Legge di Bilancio 2017 l’IRI, imposta sul reddito imprenditoriale.

Dopo molti anni di attesa per l’introduzione di questa misura, l’ultima legge delega in materia fiscale del 2013 potrebbe finalmente trovare attuazione con la prossima Legge di Stabilità del governo Renzi per il 2017.

IRI: aliquota e destinatari

L’IRI è la nuova imposta fiscale che andrà a colpire con una aliquota fissa del 24% tutte le realtà imprenditoriali, a prescindere dalla forma giuridica, incluse le società di capitali, le società di persone ed i professionisti, coinvolgendo dunque in prima persona anche le PMI, ovvero le piccole-medie imprese, destinatarie di numerose misure contenute nella Legge di Bilancio 2017.

Il principale obiettivo della riforma fiscale, come spiegato da Daniele Vaccarino (presidente della Rete Imprese Italia), è quello di “consentire anche alle imprese personali ed ai professionisti di beneficiare, già nel 2017, di una tassazione al 24% per i redditi lasciati in azienda, in parallelo a quanto previsto per le società di capitali”, con una parificazione del trattamento fiscale del reddito d’impresa e del reddito da lavoro autonomo percepita favorevolmente dalle aziende italiane in quanto determinante una significativa riduzione del carico fiscale ed un incentivo agli investimenti aziendali delle PMI.

IRIPer le società di capitali, attualmente gravate dall’IRES (imposta sul reddito delle società) avente aliquota del 27,5%, l’introduzione dell’IRI con aliquota 24% comporterà una riduzione del carico fiscale di 3,5 punti percentuali.

Una rivoluzione in senso stretto invece avverrà per i professionisti, i lavoratori autonomi, gli artigiani e le società di persone che vedranno assoggettati alla nuova IRI con aliquota del 24% i redditi d’impresa o di studio. Per quanto riguarda l’individuazione dei redditi d’impresa, analogamente a quanto previsto dall’IRES per le società di capitali, soggetti alla nuova IRI saranno soltanto i redditi che i lavoratori autonomi, le società di persone ed i professionisti investiranno nella loro attività o nella loro azienda. Nulla cambierà invece per gli utili che il piccolo imprenditore o il professionista preleverà per esigenze personali estranee all’investimento aziendale, che continueranno a rimanere soggette alla tassazione IRPEF, secondo i relativi scaglioni reddituali.

IRI: incentivo all’investimento aziendale delle PMI

La misura che sarà introdotta con la Legge di Bilancio 2017 non comporterà quindi soltanto una riduzione generica del carico fiscale gravante sulle imprese, ma altresì un significativo incentivo all’investimento dei proventi aziendali e degli utili derivanti da tutte le attività produttive, non solo delle società di capitali ma anche delle PMI, dei lavoratori autonomi e dei professionisti con una conseguente importante spinta alla crescita economico-produttiva.

Una misura che sarà dunque salutata positivamente dalle imprese e dall’economia nazionale nel suo complesso, per cercare di fronteggiare le insidie che la crisi economica oppone alle realtà imprenditoriali italiane, collocandosi in un pacchetto di misure introdotte con la Legge di Stabilità 2017 favorevoli per le realtà produttive, quali in particolare la stabilizzazione dell’IVA e l’introduzione del principio di cassa per cui i ricavi maturati, ma non ancora incassati, non concorreranno alla determinazione dell’imponibile fiscale.

 Martina Scarabotta

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