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In Islanda la parità di stipendio tra uomo e donna è legge

In Islanda la parità di stipendio tra uomo e donna è legge

È una grande dimostrazione di civiltà, un passo in avanti per il futuro quello compiuto con l’inizio del nuovo anno dall’Islanda. Nel paese, la parità di stipendio tra uomo e donna è diventata legge e tutte le imprese con più di 25 unità hanno l’obbligo di dimostrare che le donne sono pagate alla stessa stregua dei colleghi uomini, pena il pagamento di una sanzione.

Aziende e uffici pubblici coinvolti devono infatti presentare una serie di documenti rilasciati dal governo e rinnovarli ogni tre anni. A vigilare sull’applicazione della normativa saranno preposte la polizia e un reparto specifico della guardia di finanza.

Parità salariale: i sostenitori della normativa

In vigore dall’inizio del 2018, la nuova legge è stata sostenuta dal governo di centrodestra e dall’opposizione, e votata da un parlamento in cui quasi il 50% dei deputati sono di sesso femminile.

La coscienza sociale sulla necessità di portare a compimento un’evoluzione del genere è maturata nel corso degli anni fino a quando, nell’ottobre 2016, migliaia di donne in tutta l’Islanda avevano abbandonato il posto di lavoro alla stessa ora – le 14.38 – per protestare contro la differenza di paga rispetto agli uomini.

La differenza salariale tra uomini e donne è un problema che interessa tutti i Paesi. E se anche in Italia la legge prevede la parità retributiva fra uomini e donne con l’ulteriore garanzia dettata ex. art. 46 d.lgs. 198/2006 sul principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione, il caso islandese è più unico che raro.

Sebbene le donne islandesi continuino a guadagnare tra il 14 e il 18% in meno rispetto ai loro colleghi uomini, il governo islandese prevede di sradicare completamente il divario salariale entro il 2020.

Parità di genere: Islanda al top per il World Economic Forum

islanda-01Quasi a garanzia del fatto che il Paese voglia mantenere quest’importante promessa, è posta la lista dei paesi con il più alto livello di parità di genere stilata dal World Economic Forum, nella quale l’Islanda si posiziona prima da ben 9 anni, sfoggiando un punteggio pari a 0,874 dove 0 indica l’ineguaglianza totale e 1 il massimo dell’eguaglianza.

In particolare, il report mette in evidenza come il Paese sia il top performer quanto a partecipazione politica ed economica delle donne. Proprio il World Economic Forum ha reso fruibile un calcolatore attraverso il quale, inserendo il proprio sesso e la propria data di nascita, si potrà vedere a che età sarà raggiunta la parità di genere a livello economico.

Quel che è certo è che, in media, a livello globale, le donne raggiungeranno l’eguaglianza di salario tra 197 anni. L’Islanda ha tra l’altro il primato della prima donna al mondo a essere eletta democraticamente presidente della Repubblica: Vigdís Finnbogadóttir, quarta presidente del paese, è stata eletta la prima volta nel 1980, ed è stata rieletta nel 1984, nel 1988 e nel 1992, rimanendo così in carica per sedici anni consecutivi.

Di più, anche l’attuale prima ministra è una donna, così come molte delle ministre che compongono il suo governo. Grazie alla nuova normativa già approvata lo scorso aprile, è vietata nel settore pubblico e nel privato ogni forma di discriminazione riguardante non solo il sesso, ma anche la razza, la religione, le disabilità, l’età e l’orientamento sessuale.

Eloisa Zerilli

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