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L’ Italia5Stelle: tra mea culpa e buoni propositi, domani a Palermo si attendono risposte dal M5s

L’ Italia5Stelle in Sicilia: tra mea culpa e buoni propositi, domani a Palermo si attendono risposte dal Movimento

Domani e domenica 25 settembre 2016 andrà in scena l’evento nazionale più importante per il M5S. Giunto ormai alla terza edizione, la manifestazione del movimento denominata “Italia5Stelle” si terrà al Foro Italico di Palermo, dove già fervono i preparativi per quello che da molti definito è l’evento politico più significativo dell’anno. Alla manifestazione parteciperanno, infatti, tutti gli eletti a livello nazionale, regionale e comunale, personaggi del mondo dello spettacolo del calibro di Dario Fo (ormai un veterano delle kermesse grilline) nonché tutti gli attivisti e simpatizzanti provenienti da tutta la Penisola.
Era il 2014 quando il Movimento 5 Stelle organizzò, a Roma, il primo raduno nazionale.
Il Premier Matteo Renzi si era insediato da qualche mese, ma la tensione col governo era già giunta  – è proprio il caso di dirlo – alle stelle.
Il Presidente del Consiglio, dal canto suo, era ancora forte dello storico risultato ottenuto europee che gli conferiva una legittimazione e l’appeal politico di cui certo non disponeva l’ex Presidente Letta.
Quanta gioia e quanto entusiasmo in quei giorni spensierati; pochi i ruoli ricoperti a livello istituzionale e ancora sembrava che tutti si allineassero volentieri alle direttive di Grillo. Dirette streaming, democrazia liquida, riduzione delle indennità dei parlamentari, trasparenza ed il proprio codice comportamentale rappresentavano i cavalli di battaglia su cui contare quando il gioco si fa duro: erano elementi identitari che avrebbero dovuto distinguerli dall’odiatissima casta. Ma la schiacciante vittoria alle elezioni comunali, la conquista di Roma e Torino, hanno finito con l’imporre al Movimento un cambio di rotta.   O almeno, per qualcuno, una vera e propria perdita dell’innocenza legata all’inedita esperienza di dover realmente fare le cose che – in diretta streaming e berciando nelle piazze-  promettevano di saper fare.
Sebbene le idee propugnate dal M5S parrebbero sostanzialmente condivise da larga parte degli italiani, di certo non è passato inosservato il progressivo scollamento fra  le grandi affermazioni di principio e la concreta esperienza amministrativa. Dal caso Pizzarotti, sindaco di Parma sospeso dal movimento per avere omesso di comunicare allo staff dei 5 stelle di aver ricevuto un avviso di garanzia, al caso Raggi di cui tanto si è parlato in questi giorni e le cui questioni sono omesse in questo articolo per evitare autoflagellazioni da parte del lettore, le evidenze hanno messo in discussione la stessa gestione di un movimento pieno di buoni propositi ma che talvolta sembra perdersi in un bicchier d’acqua.
L’esigenza di creare un direttorio che nella sua composizione non si distingue di certo dal classico organo di vertice dei partiti di vecchio stampo non sembra altro che una presa di consapevolezza che forse la struttura partitica non è poi così lontana dal movimento come si vuol far credere.
Le regole comportamentali del movimento, fondate su un’etica molto rigida, hanno fatto storcere il naso a coloro i quali ritengono che la buona politica risiederebbe nel buon senso civico dell’eletto senza imposizioni o limitazione che ne impediscano la libertà di agire anche in contraddizione con i vertici del direttorio. Punti di vista e scelte di opportunità la cui validità avremo certamente modo di osservare con attenzione nei giorni che verranno.
Ma sebbene, residuino ancora reali incertezze sulla reale competenza a governare dei nuovi eletti a cinque stelle, come biasimare la piena e legittima aspirazione di tutti quegli italiani che stanchi degli inciuci di potere vogliono e pretendono che la politica italiana ritorni (sempre che ci sia mai stata) a quella genuinità che la informava al tempo del dopo guerra.
Giustizia sociale, lavoro, dignità della persona nell’esercizio dei propri diritti, a onor del vero, non sono mai stati messi in discussione negli ultimi settant’anni di vita repubblicana, ma la loro concreta applicazione è stata, se non sporadica, assolutamente apparente o comunque non avvertita dal popolo italiano. Di questo, a dire il vero, sembra che tutte le forze politiche odierne se ne siano già rese conto, specie quelle che governando in questi ultimi anni la nostra Repubblica hanno subìto un profondo distacco col cittadino ed una forte perdita di consenso elettorale: l’evidenza che la politica in questi anni non è mai stata così lontana dall’esigenze della società.
Una spaccatura che appare ancora più evidente se sol si pensa ai fronti del SI’ e del NO su italicum e referendum costituzionale, sulla differenza di opinioni tra una politica accentrata o sempre più federale.
Eppure il movimento, a detta dei numerosi attivisti, rappresenta qualcos’altro: un’idea, un nuovo modo di fare politica, una nuova visione del rapporto politica-cittadino ed infine, ma non ultimo tra gli obiettivi, la realizzazione di vera politica proiettata verso il futuro e non relegata a scelte estemporanee dettate dalla contingenza.

Italia5Stelle, una strada ancora lunga

La strada è ancora lunga, gli obiettivi molto lontani. Una cosa è certa, il M5S si propone con decisione come forza di governo pronta ad indirizzare la politica del nostro Paese e sebbene le contraddizioni al suo interno non manchino non si può fare a meno di notare come all’italiano medio, forse, ciò non importa.
In tal senso la scelta da parte del movimento di realizzare l’evento in Sicilia, in particolare a Palermo, non sembra, a ben vedere, una scelta di poco conto; il 2017, infatti, sarà l’anno delle elezioni sia per l’intera regione sia per il capoluogo siciliano e pertanto La Sicilia rappresenta terreno fertile per un movimento che cerca di ottenere sempre più consensi. Ad ogni modo, il vero punto di svolta non può che partire dalla capitale, governata attualmente dai 5 Stelle e che non può non essere considerata come effettivo esempio della capacità governativa del movimento; del resto Roma è l’Italia. Diamo tempo al tempo, l’Italia non si è fatto in giorno e i problemi del nostro Paese non potranno di certo essere risolti solo con la mera intenzione, ma con la effettiva capacità delle forze politiche di dare un taglio con il passato e guardare al futuro. Ma se il tempo è galantuomo, in questi casi è sempre meglio non abusarne.
Il Partito Democratico, dal suo canto, se davvero aspira a diventare il Partito della Nazione farebbe bene a consolidare i punti di forza dalla sua democrazia interna, vera chiave del suo successo e del proprio processo politico, piuttosto che relegarla a parte dell’opposizione.
Ciò detto, non ci resta dunque che aspettare il weekend per capire le prossime mosse del Movimento 5 Stelle. Tra la programmazione degli obiettivi ed un mea culpa sta la crescita di una forza politica forse ancora acerba, ma che di fatto è uno dei principali protagonisti della politica italiana.

Antonio Colantoni

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