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Key Crime: il software della Polizia che incastra i colpevoli

Key Crime: il software della Polizia che incastra i colpevoli

Gli agenti del commissariato Garibaldi Venezia hanno arrestato un rapinatore seriale brasiliano a Milano. Classe 1988, il rapinatore ha messo a segno 15 colpi da aprile a giugno, per lo più in farmacia. Regolare in Italia ma con precedenti penali, l’uomo è stato incastrato grazie a un programma della polizia. Si chiama Key Crime il software sviluppato da due poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Milano.

Si tratta di un applicativo nato dall’unione di sociologia, matematica e statistica, che parte dal presupposto della “serialità” dei reati e prevede dove un criminale tornerà a colpire. Uno dei fondatori del software è Mario Venturi, assistente capo della Polizia di Stato.

Key Crime consente di raccogliere alcuni dati degli episodi criminosi, confrontarli e ricercare analogie che permettano poi l’individuazione del colpevole. Basato sul rilevamento e sulle conseguenti analisi e comparazione di dati statistici, Key Crime fornisce elementi utili sulla ricorrenza dei reati in relazione a tempi, luoghi e modalità con cui potrebbero essere commessi.

Key Crime: ecco come funziona il programma

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Mario Venturi, assistente capo della Polizia di Stato

Il software analizza le “serialità” e, attraverso un algoritmo, riesce a formulare un’ipotesi di azione del criminale. Il principio su cui è fondato il programma è quello del crime linking, ossia il collegamento di reati diversi, avvenuti in tempi e località disparate.

Key Crime non solo suggerisce dove, quando e come accadrà il reato, ma dice anche qualcosa sull’identità del soggetto agente. Una volta reso noto, la polizia attribuisce un indice di rischio alla sua cattura e opera sapendo in anteprima se l’uomo è o meno armato.

All’arrestato vengono contestati una serie di reati, uniti dal vincolo della continuazione e il magistrato che si occupa dell’indagine può riunire i fascicoli di tanti reati in uno solo, risparmiando tempo prezioso. Di più: se l’arrestato accetta il patteggiamento, la questione si risolve nel minor tempo possibile.

Grazie a Key Crime, qualche anno fa, è stato arrestato anche Gianfranco Orrico, pregiudicato di 46 anni e soprannominato dagli investigatori Rocco Barbaro, comico di Zelig noto per la battuta “Faccio quello che voglio”.

E proprio questa è la frase che lo stesso Orrico ha pronunciato durante i suoi 11 colpi commessi tra le 17.30 e le 19 in farmacie, facendo irruzione con un copricapo e un taglierino o una pistola finta con cui minacciava i dipendenti.

Eloisa Zerilli

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